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09/09/2026

economia

L'Europa spinge verso l'autonomia strategica: le otto aree chiave di investimento

Hautin e Wade (AllianzGI): investire sull'autonomia coinvolge 8 settori, dall'energia alla tecnologia fino alla difesa e alla relilienza climatica

Le recenti tensioni geopolitiche hanno messo in evidenza le fragilità dei sistemi energetici, delle catene di approvvigionamento e delle tecnologie critiche, accelerando la ricerca di autonomia strategica in Europa. L'obiettivo è garantire l'accesso a capacità, infrastrutture e risorse senza ricorrere a protezionismo, ma favorendo diversificazione, innovazione e sviluppo di competenze chiave. Commissione europea, BCE e gli organismi di politica industriale hanno inserito i temi di innovazione, autonomia e resilienza al centro della loro agenda a lungo termine.
L'Unione Europea sta destinando fondi sempre più consistenti a sotto-temi legati all'autonomia, creando un nuovo ventaglio di opportunità d'investimento. Secondo Christophe Hautin, Senior Portfolio Manager, e Mark Wade, Head of Sustainability Research and Stewardship di AllianGI, Riteniamo che l'Europa sia ben posizionata per finanziare soluzioni a sfide quali i farmaci innovativi e la protezione dagli impatti degli shock energetici. Si stima che i risparmi delle famiglie ammontino a 10 trilioni di euro, detenuti in depositi bancari a basso rendimento. L'Unione Europea (UE) riconosce inoltre che il sottosviluppo dei fondi pensione e le future sfide in materia di finanziamento delle pensioni sono il risultato dei bassi tassi di investimento in tutta la regione".

Il modello di investimento si articola in otto aree chiave, ognuna delle quali può rafforzare la competitività, la resilienza e la sicurezza del continente. Le prime cinque aree, presentate in ordine di priorità, sono:

- Energia: transizione verso fonti rinnovabili, efficienza, reti intelligenti e capacità di stoccaggio, con un fabbisogno stimato di 660-695 miliardi di euro fino al 2040.
- Difesa: incremento della spesa dal 2,3% al 4,5% del PIL entro il 2035, pari a 380-1.100 miliardi di euro.
- Sanità: rafforzamento delle infrastrutture sanitarie, digitalizzazione e produzione locale di farmaci critici per ridurre la dipendenza dall'Asia.

- Tecnologia: valorizzazione di un patrimonio di 4 trilioni di euro in settori come semiconduttori, automazione e software industriale.
- Resilienza climatica: investimento di 70 miliardi di euro all'anno per adattamento alle variazioni climatiche, con focus su acqua, agricoltura e infrastrutture.
Nel settore della difesa, la NATO ha fissato un obiettivo del 5% del PIL entro il 2035, suddiviso in:

- 3,5% per capacità operative di sistemi terrestri, navali e aerei, tecnologie geospaziali, droni e trasformazione digitale.
- 1,5% per infrastrutture di sicurezza più ampie, includendo cybersecurity, resilienza digitale e sistemi avanzati di dati e sorveglianza.


Il rapporto di Barclays Equity Research ha evidenziato che i fondi tematici con focus geopolitico hanno registrato il più alto aumento di asset under management nel primo trimestre del 2026, segnando una crescente integrazione dell'autonomia strategica nelle politiche di spesa pubblica e negli investimenti privati.
Nel campo dell'energia, la crisi nello Stretto di Hormuz ha ribadito la necessità di una sovranità energetica. L'Unione Europea punta a una rete più interconnessa che includa generazione rinnovabile, ingegneria avanzata, efficienza e soluzioni di stoccaggio, per ridurre la vulnerabilità dell'approvvigionamento.
Nel settore sanitario, il Critical Medicines Act e le iniziative come EU4Health, Horizon Europe e lo Spazio europeo dei dati sanitari (ESD) mirano a garantire la disponibilità di farmaci essenziali, a sostenere la produzione locale e a promuovere i biosimilari per contenere i costi.


Per la tecnologia, il Programma politico per il Decennio Digitale 2030 definisce quattro pilastri: infrastrutture digitali, digitalizzazione delle imprese, servizi pubblici digitali e competenze. L'Europa detiene già una posizione di leadership in semiconduttori, automazione e software, fornendo una solida base per l'autonomia strategica.
Infine, la resilienza climatica richiede investimenti per l'adattamento all'aumento delle temperature, la gestione delle risorse idriche e la sicurezza alimentare. L'Agenzia europea dell'ambiente ha lanciato un allarme sul riscaldamento più rapido del continente, evidenziando il rischio per energia, cibo, infrastrutture e sistemi sanitari. L'investimento in tecnologie di trattamento delle acque, protezione dalle inondazioni e ingegneria climatica rappresenta un'opportunità significativa per gli investitori.


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