La metamorfosi di un fotografo nel mondo del nuovo capitalismo digitale - Libro "La mattina scrivo"
Courtès (per Palyground): la storia racconta il precariato moderno tra sogni letterari infranti e sfruttamento algoritmico
Un fotografo di successo, che ha pubblicato scatti di star della musica, del cinema, e delle più significative personalità della politica francese, abbandona la sicurezza del suo lavoro per dedicarsi alla letteratura, in cui ritiene di potere ancora esprimere liberamente il proprio temperamento artistico. Per questa scelta, però, si ritrova povero, senza più entrate, con due figli adolescenti da mantenere. È allora costretto a ridimensione drasticamente il proprio tenore di vita, e a svolgere piccoli lavori da tuttofare, entrando nelle case delle persone più varie, per età e classe sociale, di cui osserva con acutezza, ironia e a volte tenerezza le esistenze. Ma la sua nuova condizione lo porta soprattutto a scoprire un mondo di nuovi poveri, spesso invisibili, assoggettati a inedite e spietate forme di sfruttamento (si guadagna governando l'accesso al lavoro).

Non stiamo parlando di fatti di cronaca, di effetti di ristrutturazioni e fuoriuscite dal lavoro, come siamo abituati nel mondo dei servizi, delle tlc, della finanza. Stiamo parlando del lucido, cinico splendido libro di Franck Courtès La mattina scrivo, edito da PlayGround, da cui è stato tratto l'omonimo film.
Il protagonista, Paul, fotografo di successo poco più che quarantenne, ha alle spalle due libri apprezzati dalla critica, ma che non hanno venduto; il suo profondo desiderio, il suo sogno di fare lo scrittore resta del tutto frustrato. L'amica editore, che lo segue affettuosamente, non accetta il suo romanzo in cui racconta della recente separazione dalla moglie; quante reali coincidenze ci verrebbe da dire?
A partire da questa rottura esistenziale nella mezza età, il personaggio inizia una sua originale, personalissima discesa agli inferi che si rivelerà, dopo molto dolore, estremamente creativa. Ormai single, lascia l'appartamento parigino in cui abitava da sposato, lascia il lavoro di fotografo, che gli garantiva successo, visibilità, un buon tenore di vita, conoscenze. Insomma, come capita sempre più spesso, esce da un mondo, un'identità fatta di sicurezze, per dedicare solo alla scrittura. Ma come mantenersi? La realtà è molto cruda: alla sua età, nessuno lo assume più per un lavoro d'ufficio. Finisce così sulla Piattaforma, un'app, che mette in contatto chi chiede una prestazione di lavoro manuale (sgombrare case, edilizia, pulizie, montare mobili, aggiustare tubature e rubinetti?) e lavoratori che offrono, in una tremenda asta al ribasso, le loro prestazioni. Vince, naturalmente, chi si offre al prezzo più basso. La Piattaforma sembra invitare studenti, o pensionati che vogliono arrotondare, ma il nostro protagonista scopre che non è così: chi si offre in questo mercato al ribasso del nuovo capitalismo dell'economia digitale guidata da algoritmi nella maggior parte dei casi non ha altro, è disposto a tutto, per lo più extracomunitari, ma non solo. La fine merita silenzio, sarà il lettore che incuriosito leggerà il testo. Una storia molto vera, che colpisce chi decide di cambiare vita irresponsabilmente, e chi invece subisce ottimizzazioni varata da altri. Quel che resta è una doverosa riflessione sull'indirizzo che la nostra economia ha intrapreso. Si prevedono malumori ed incubi nelle calde notti estive, in attesa della ripresa settembrina?.
Federico Unnia
Aures Strategie e politiche di comunicazione

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