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15/07/2026

marketing

Il tasso di reso nel fashion online supera il 25% e pesa sui margini

Perrone (Yocabe): ridurre il tasso anche solo del 3-5% genera impatti diretti sulla redditività, senza investimenti in nuovi canali

Il fenomeno dei resi domina il settore dell'abbigliamento venduto online. In Europa il tasso medio di ritorno si aggira tra il 25% e il 40%, con picchi superiori al 50% nei mercati nordici e DACH. Il fashion è l'unico comparto in cui un ordine su tre genera un reso, a differenza dell'elettronica (12-15%) o del beauty (sotto il 10%).
Costi per i brand: secondo la Reverse Logistics Association, gestire un reso di un capo fashion costa tra 4 euro e 20 euro, includendo spedizione di ritorno, controllo qualità e ricondizionamento. Nei segmenti premium il costo supera i 20euro, incidendo per il 20-30% sul margine operativo. "Ridurre il tasso anche solo del 3-5% genera impatti diretti sulla redditività, senza investimenti in nuovi canali", spiega Vito Perrone, founder e Ceo di Yocabe, che aggiunge: "Nel fashion online, i resi sono parte strutturale del modello di business. L'obiettivo non è portarli a zero ma portare ogni mercato e ogni categoria verso il proprio benchmark di eccellenza, misurare continuamente, e trasformare ogni reso in un'opportunità di apprendimento".

Geografia dei ritorni: la Germania registra il tasso più alto (59%), mentre l'Italia è l'ultimo con il 14,7%. Il cluster DACH (Germania, Svizzera, Austria) segue una cultura "provare per decidere", che porta a comprare più varianti per poi restituire quelle superflue. Il modello "Northern Europe" occupa la zona intermedia, mentre il "Southern/Eastern Europe" mantiene un'intensità di resi più bassa.
Categorie più restituite:

- vestiti da donna, con il più alto tasso di resi.
- gonne, secondo nella classifica.
- costumi, terza posizione.
- capispalla, quarto volume assoluto di resi.
- beachwear, quinto posto, aggravato dalla stagionalità.

Correlazione prezzo-residuo: il tasso di reso cresce in modo quasi lineare con il prezzo retail. La soglia dei 100euro segna un punto di svolta: ogni 20euro aggiuntivi aumentano il tasso di circa 3-4 punti percentuali. I costi logistici rimangono però stabili, rendendo i resi di prodotti di lusso più gestibili rispetto a quelli low-cost, dove ogni reso erode una quota maggiore di marginalità.
Differenza di genere: le donne restituiscono più degli uomini, con un divario medio di 5-10 punti percentuali. Il gap più marcato appare in Olanda (49,2% donne vs 35,6% uomini) e in Belgio (45,0% vs 36,1%). In Polonia il tasso unisex (44,9%) supera quello femminile (44,5%), segnalando una forte presenza di prodotti neutri o sportivi.


Motivazioni dei resi: il 53,8% dei ritorni non fornisce alcuna motivazione. Tra quelli dichiarati, il 27,1% rientra nella categoria "don't like" (soggettivo), il 14,7% è legato alla taglia (8,1% "toosmall", 6,6% "toobig"). Il "don't like" è tecnicamente evitabile con strumenti di size guidance avanzati.
Tempistica: il 50% dei resi avviene entro 7 giorni dalla consegna, il 70% entro 15 giorni dall'ordine. Il fenomeno del "bracketing", ovvero l'acquisto di più varianti dello stesso prodotto per tenere solo una, interessa il 9% per colore e il 5,8% per taglia. Soluzioni come l'AI size recommender con alta accuratezza e messaggi proattivi in fase di checkout possono ridurre il bracketing del 30-50% nelle categorie a rischio.


Per ovviare a tale problema, Yocabe, grazie al progetto di ricerca "Returns@Yocabe", in collaborazione con l'Università degli Studi di Roma UnitelmaSapienza, ha voluto prevedere il tasso di resi in base alle caratteristiche del prodotto e dei canali e nazioni di vendita. "Un approccio innovativo anche nel mondo della ricerca, dove i progetti per analizzare e ridurre i resi si sono concentrati finora sul comportamento dell'utente al check-out. Con il nostro approccio, invece, analizziamo il comportamento di prodotti con le loro diverse caratteristiche su canali e Paesi, indipendentemente dallo specifico utente che li ha messi nel carrello. Una modalità che si sposa con tutti i casi in cui non si conosce ancora l'utente o non si ha una base utenti ricorrente ampia, perfetta quindi per eCommerce e marketplace, luoghi in cui il venditore non ha accesso alle informazioni sui clienti ma può decidere a priori (invece che a posteriori, dopo che sono già state fatte vendite e resi) se ha senso o meno vendere un prodotto in base al tasso di reso atteso e i costi di spedizione e gestione dei resi su quel canale/Paese", conclude Perrone

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