Mutui 2026: calo moderato, surroghe in crisi e primi acquisti in crescita
Cosentini (Kìron Partner): 12,7 miliardi di finanziamenti, -2,1% nel Q1 e +6,6% nelle nuove compravendite
Il totale dei finanziamenti per l'acquisto della casa in Italia nel primo trimestre 2026 ha raggiunto 12,7 miliardi di euro, registrando un leggero decremento del -2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. "Dopo un 2025 caratterizzato da una vitalità eccezionale, - dichiara Oscar Cosentini, Presidente Kìron Partner - il mercato creditizio deve confrontarsi con fattori di incertezza persistenti, tra cui le tensioni geopolitiche e lo shock energetico che hanno spinto l'inflazione al 3% a giugno 2026. Queste dinamiche hanno provocato l'aumento degli indici Euribor ed Eurirs, anticipando di fatto un nuovo rialzo dei tassi della BCE di 25 punti base.
Nonostante il clima di incertezza, Kìron Partner ritiene che il segmento dei mutui per famiglie continui a beneficiare del sostegno delle compravendite immobiliari, che rimangono il principale motore della domanda di finanziamento. "Pertanto questo lieve calo - prosegue Cosentini - deve essere interpretato come un segnale di consolidamento". Il primo trimestre del 2025 aveva mostrato un picco di crescita superiore al +50%, rendendo il confronto con l'anno precedente particolarmente sfidante"
Le operazioni per l'acquisto della prima casa rappresentano oltre il 90% del totale dei mutui, confermandosi come il fulcro del mercato. Al contrario, le surroghe e le sostituzioni hanno subito una brusca contrazione del -58,7%. Nel primo trimestre 2025 la componente "surroga" contava ancora per il 13,4% delle operazioni, mentre nel 2026 è scesa drasticamente al 5,6%.
La diminuzione delle surroghe è dovuta principalmente alla riduzione della platea di mutuatari per i quali il passaggio a un nuovo finanziamento risulta conveniente. L'aumento del costo dei mutui a tasso fisso, con l'IRS a 20 anni salito di circa 0,65% in dodici mesi, ha inciso negativamente sulla domanda di surroga, più sensibile alle variazioni di prezzo.
Nel complesso, il mercato creditizio appare sano e resiliente, trainato dalle operazioni finalizzate all'acquisto immobiliare, che sono cresciute del +6,6% rispetto al periodo precedente, ribadendo la solidità del comparto al di là dell'andamento dei tassi. "Il rialzo dei tassi comporta la riduzione della domanda di mutui e/o la diminuzione degli importi richiesti, perché aumentando la rata del mutuo, a parità di reddito, si ha una minore capacità di rimborso da parte del soggetto finanziato", conclude Cosentini
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