Digital B2B in Italia: vale 4,9 miliardi e con maturità bassa. Gli 11 megatrend per il futuro | BusinessCommunity.it
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08/07/2026

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Digital B2B in Italia: vale 4,9 miliardi e con maturità bassa. Gli 11 megatrend per il futuro

Mangiaracina e Olivares (Polimi): il mercato è trainato da servizi professionali e di implementazione offerti dai provider, servizi di manutenzione e supporto e gestione documentale As-a-Service

Il mercato italiano del Digital B2B ha raggiunto 4,9 miliardi di euro nel 2025, trainato da servizi professionali di integrazione, manutenzione, supporto e gestione documentale As-a-Service. Nonostante la crescita, l'Osservatorio Digital B2B dell'School of Management del Politecnico di Milano segnala che solo 7% delle imprese può definirsi realmente avanzata nella maturità digitale B2B, mentre 56% si trova ancora in una fase di digitalizzazione parziale. Questa differenza si traduce in performance operative: le aziende più mature chiudono il ciclo ordine in 21-60 minuti, contro il 78% delle meno evolute, che impiegano più di 100 minuti.

"Il B2b italiano vive oggi un vero e proprio paradosso temporale", afferma Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Digital B2b. "Da un lato, il futuro è già presente nelle tecnologie, nelle nuove normative europee e nelle opportunità offerte da digitalizzazione, automazione e Intelligenza Artificiale; dall'altro, molte imprese restano ancorate a processi, sistemi e modelli organizzativi del passato. Il risultato è un mercato che ambisce a correre verso l'innovazione, ma che fatica ancora a tradurla in realtà operativa diffusa. La sfida dei prossimi anni sarà superare questo divario, trasformando la digitalizzazione da insieme di sperimentazioni isolate a leva concreta di efficienza, integrazione e competitività per l'intero sistema produttivo".

"L'Europa sta progressivamente costruendo un ecosistema normativo destinato a ridisegnare il Digital B2b", spiega Paola Olivares, Direttrice dell'Osservatorio Digital B2b. "Iniziative come eFTI, ViDA, NIS2, eIDAS 2.0, Digital Business Wallet e Digital Product Passport non rappresentano interventi isolati, ma tasselli di una visione comune. L'obiettivo è favorire processi interaziendali sempre più digitali, interoperabili, sicuri e tracciabili, dalla gestione dei dati logistici alla fatturazione elettronica, fino all'identità digitale e alla sostenibilità di prodotto. Nel loro insieme, queste normative stanno ponendo le basi per un modello europeo integrato di gestione digitale dei processi B2b, destinato a trasformare profondamente il modo in cui le imprese collaborano e scambiano informazioni".


Il valore di 4,9 miliardi di euro è generato da più di 450 imprese suddivise in tre categorie principali: servizi professionali e di implementazione (28% del mercato, offerti dal 60% dei provider), servizi di manutenzione e supporto (19%, 68% dei provider) e gestione documentale As-a-Service (15%, 62% dei provider). I servizi di advanced analytics e AI rappresentano solo il 34% dell'offerta, riflettendo la novità di queste tecnologie e la transizione verso modelli cloud. Tra le soluzioni verticali, i Document Management Systems (DMS) sono proposti dal 71% dei provider, seguiti dalla fatturazione elettronica (53%). Le marche temporali e le soluzioni di invio certificato sono invece poco diffuse (15% e 13% rispettivamente). Il 40% dei provider prevede una crescita moderata (5-9%) nei prossimi tre-cinque anni. A livello europeo emergono due modelli di sviluppo: market-driven, dove le imprese guidano la digitalizzazione per efficienza e cost saving, e regulation-driven, dove le normative pubbliche spingono l'adozione. Nei Paesi con forte tradizione regolamentare, come Italia e Francia, predominano operatori locali; in Germania prevalgono grandi provider internazionali. L'analisi di maturità digitale rivela che il 56% delle imprese rientra nel cluster "Emergenti digitali", il 14% nei "Tradizionali consolidati", solo il 24% sono "Utilizzatori evoluti", il 5% "Innovatori avanzati" e appena il 2% i "Leader della trasformazione". Questi ultimi completano il ciclo ordine in 21-60 minuti, mentre il 78% dei "Tradizionali consolidati" supera i 100 minuti. Inoltre, l'87% delle imprese più mature gestisce il lavoro entro l'orario d'ufficio, contro il 63% delle meno evolute, che registra carichi critici e ricorrenti straordinari. In termini di conformità normativa, le aziende avanzate segnalano problemi rari, contro il 66% delle "Tradizionali consolidate" che affronta criticità frequenti. Nei pagamenti B2B del 2025, il volume è di 4.400 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto al 2024. I bonifici rappresentano il 70% delle transazioni, seguiti da RiBa (24%) e SDD (resto). Le criticità principali sono i ritardi nei pagamenti (34% nel ciclo passivo, 28% in quello attivo) e la difficoltà di riconciliazione e tracciabilità (31%). Le innovazioni più richieste, come la cybersecurity e i pagamenti istantanei, coprono solo parzialmente le esigenze.


Dall'analisi dell'Osservatorio emergono undici megatrend per i prossimi 5-10 anni; i primi cinque sono: From Documents to Data Flows - trasformazione dei documenti in flussi di dati strutturati e sincronizzati in tempo reale; Boundaryless Processes - processi aziendali senza confini organizzativi; Platformless Payments - pagamenti integrati direttamente nei flussi operativi; Seamless Identity Workflows - approvazioni basate su identità digitali interoperabili; Agent-Driven Automation - agenti software autonomi che interpretano contesti e prendono decisioni operative. Questi trend, insieme a Invisible Interfaces & Conversational B2B, Intelligent Interoperability Layer, Cooperative Ecosystems over Competitive Silos, Data-driven Collaborative Workspaces, Embedded & Executable Compliance e ESG as an Operational Layer, delineano un futuro in cui l'Intelligenza Artificiale diventa protagonista e le imprese dovranno rafforzare le proprie fondamenta digitali per trasformare le opportunità in realtà operative.


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