La meraviglia del vino greco di Tufo - Vinicitor Sapiens
Muto (Cantine dell'Angelo): vinificazione a basso impatto per una resa migliore
Siamo in Irpinina, per l'esattezza a Tufo, provincia di Avellino, paese di 800 anime, situato nella Valle del Sabato a circa 250-400 m s.l.m. Il Paese sorge ai piedi del Monte Gloria, zona ricca di roccia vulcanica, famosa per le storiche miniere di zolfosito e, non certo da meno, la produzione del vino bianco pregiato Greco di Tufo DOCG. E' in questo scenario che si sviluppa la storia della famiglia Muto che lavora le uve di solo Greco.
"Una parte della vigna è situata sulle antiche miniere di zolfo dove si produce Greco di Tufo Miniere che racchiude nel bicchiere l'anima del luogo, vigorosi ed esuberanti, spinti nella sapidità e nella freschezza, orientati su toni rocciosi che nel Miniere si intensificano in forti note di zolfo" ci spiega Angelo Muto, cui si deve dal 2006 il cambio di passo nella gestione e nello sviluppo della cantina.
L'altro Greco di Tufo prodotto dalla cantina dell'Angelo è Torrefavale che rappresenta uno tra i vigneti più storici di Tufo.
La famiglia Muto, di cui Angelo è la terza generazione direttamente impegnata nei filari, ha deciso di difendere il reddito agricolo vinificando in proprio. I primi due anni (2006 e 2007) si è appoggiato a terzi, ma dalla vendemmia 2008 nella cantina che avrà ragione d'essere per poter lavorare le uve di solo greco piantate in sette ettari di vigna.
"La nostra agricoltura è a basso impatto, proprio come quella di mio nonno e di mio padre, molto attenta alla salubrità del suolo, viene da dire già di per sé ricchissimo di zolfo. Il colore è giallo paglierino carico, un po' di frutta e tanta mineralità al naso abbastanza intenso, in bocca ha un ingresso abbastanza morbido, la struttura poggia su basi molto solide, interessante tutta la beva sostenuta dalla freschezza. La sapidità spinta, la mineralità, la freschezza, ne fanno un bicchiere assolutamente tipico, da provare e, magari, da conservare per qualche anno", racconta Angelo.
La produzione complessiva oggi varia in base alle annate tra le 30-35 mila bottiglie, prevalentemente vendute in Campania e regioni limitrofe ma con presenza anche in selezionatissimi ristoranti nel resto del Paese.
La grafica delle etichette, curata da Roberto Vicario, esalta e richiama luoghi e nomi della tradizione e della storia della famiglia, a iniziare dall'immagine dell'ingresso nelle miniere di tufo e della grotta dell'Arcangelo Gabriele.
Il vitigno più antico dell'Avellinese è senza dubbio il Greco di Tufo, importato dalla regione greca della Tessaglia, dai Pelagi.
Zona di produzione è l'intero territorio dei comuni di Tufo e Altavilla, Il Greco di Tufo delle "Cantine dell'Angelo" viene prodotto unicamente con uve raccolte nella propria azienda i cui terreni ricadono per intero nel territorio del Comune di Tufo.
"I grappoli sono selezionati a mano uno a uno e il mosto, ottenuto con spremitura soffice, viene fatto fermentare a bassa temperatura, permettendo la conservazione integrale degli aromi propri del vitigno", sottolinea Angelo.
Passando alle bottiglie più iconiche, certamente Miniere '16, un Greco di Tufo ricco di apore e fascino.
Sulfureo, unico nel suo genere, propone frutta bianca matura e toni di macchia mediterranea; da ricordare anche il Greco di Tufo Torrefavale '16 dall'anotevole impronta sapida nel finale.
Angelo ha inteso valorizzare il lavoro del nonno - minatore e agricoltore - iniziando dal 2006 a vinificare in proprio, separate le une dalle altre, le uve delle vigne Miniere e Torrefavale acquisite rispettivamente nel 1995 e nel 2000.
Di recente Angelo ha sovrainnestato la Coda di Volpe in un lembo in località San Marco, ricavandone un vino nominato Del Nonno; una scelta dettata dalla volontà di riconoscere piena dignità a un vitigno aggiunto per consuetudine ai Greco fatti in casa al fine di levigarne le durezze e arricchirne i profumi.
Da poche settimane inoltre è stato presentato l'ultimo nato, Greco di Tufo Riserva denominato Raggiere.
Si tratta di Cru prodotto con uve raccolte dai impianti di raggiera Avellinese, un impianto utilizzato fino agli anni '90, conservato e riproposto da Angelo.
"Si tratta di un vino più amabile, con alle spalle 12 mesi di affinamento in botti di acciaio e 5-6 mesi di affinamento in bottiglia", aggiunge Angelo.
Guardando al futuro, l'impegno di Angelo è sulla cura dei terreni e la migliore resa del vino in cantina. "Siamo in un posto unico e produciamo vini unici. Valorizzarne la conoscenza è un impegno che dobbiamo a tutti coloro che ci hanno preceduti".
Federico Unnia
Aures Strategie e politiche di comunicazione

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