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01/07/2026

idee

CdA italiani poco pronti alla sfida digitale

Sartori (Wyser): da una nostra ricerca emerge che il 67% prevede forte impatto tecnologico, ma solo il 30% vede il board coinvolto

La ricerca "Tra governance e trasformazione tecnologica: le sfide e le prospettive per i CDA" realizzata da Wyser, il brand globale di Gi Group Holding specializzato nella ricerca di profili manageriali, evidenzia che la maggioranza dei Consigli di Amministrazione (67%) prevede un impatto determinante della tecnologia sulla strategia aziendale nei prossimi due-tre anni, ma solo il 30% segnala una presenza costante del board nelle decisioni digitali.
Il sondaggio, indirizzato a consiglieri di amministrazione, indica che quasi un quarto delle aziende (24%) prevede investimenti superiori al 5% dei ricavi in ambito digitale e tecnologico, mentre l'83% dei board concentra le proprie attività sull'approvazione di bilanci e documenti economico-finanziari.

Per quanto riguarda il coinvolgimento diretto, il 46% degli intervistati considera il proprio Consiglio poco o per nulla partecipe nelle scelte strategiche legate all'evoluzione digitale; il 58% aggiunge che i temi tecnologici vengono discussi solo occasionalmente o raramente.
Nei prossimi 24-36 mesi, il 37% dei rispondenti indica innovazione e trasformazione digitale come priorità del board, dopo la crescita del business (60%) e l'efficienza e marginalità (48%). Il tema ESG è citato da appena il 10% dei partecipanti.
Il 73% degli intervistati interpreta le sfide digitali soprattutto come una questione di governance, responsabilità e gestione dei rischi, relegando gli aspetti tecnici a un ruolo secondario.

Le competenze rimangono una criticità: solo il 9% giudica "molto positiva" l'alfabetizzazione digitale del proprio Consiglio, mentre circa un terzo la valuta negativamente. La digital & AI literacy è ritenuta una skill fondamentale da appena il 16% dei partecipanti.
Dal punto di vista culturale, il 55% dei board italiani è costituito da membri scelti direttamente dalla proprietà, contro il 22% selezionato tramite comitati nomine, indicando una predilezione per la fiducia rispetto alle competenze.
Il modello di governance ritenuto più efficace non prevede un board di soli specialisti tecnici, ma una combinazione di alfabetizzazione digitale di base per tutti i consiglieri e la presenza di 2-3 membri con competenze avanzate, eventualmente affiancati da consulenti esterni. Il 44% dei rispondenti preferisce concentrare le competenze digitali in pochi esperti, mentre il 35% opta per una diffusione trasversale tra tutti i membri.


Le interviste qualitative raccolte da Wyser sottolineano la necessità di un profilo "tech-savvy" capace di tradurre la conoscenza tecnologica in giudizio strategico, piuttosto che di un tecnico puro. L'obiettivo è comprendere le implicazioni strategiche delle scelte tecnologiche, valutarne impatti e priorità, e contribuire consapevolmente ai processi decisionali, lasciando gli aspetti più specialistici a consulenti esterni.
"Il tema tecnologico rappresenta oggi uno degli ambiti in cui emerge con maggiore evidenza il ruolo strategico della governance. Non si tratta soltanto di disporre di competenze tecniche specialistiche, ma di assicurare che i Consigli di Amministrazione siano nelle condizioni di comprendere le implicazioni della trasformazione digitale sui modelli di business, sull'organizzazione e sulla competitività delle imprese", spiega Marinella Sartori, Amministratrice Delegata di Wyser. "Come società che opera nella ricerca e selezione di profili executive, abbiamo ritenuto importante indagare il livello di coinvolgimento e preparazione dei CdA italiani rispetto a queste sfide. Ne emerge un quadro che conferma la necessità di evolvere progressivamente i criteri di composizione dei board, affiancando alle logiche tradizionali di fiducia e conoscenza una maggiore attenzione alla pluralità delle competenze. Questo significa anche introdurre strumenti di assessment per comprendere le competenze già presenti nei consigli di amministrazione, percorsi di coaching e alfabetizzazione digitale per rafforzare la capacità dei board di leggere il cambiamento tecnologico e, dove necessario, il contributo di consiglieri indipendenti con competenze specifiche sui temi digitali e dell'innovazione. In un contesto sempre più complesso e imprevedibile, il Consiglio di Amministrazione non può essere percepito solo come organo di controllo o approvazione, ma deve essere luogo in cui si costruisce una visione di lungo periodo. Questo vale in modo particolare per le imprese a conduzione familiare, dove il contributo di consiglieri capaci di supportare la proprietà nella lettura dei cambiamenti, oggi tecnologici, può rappresentare un fattore decisivo di crescita e competitività".






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