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24/06/2026

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Smartworking: la vera sfida è la leadership a distanza

Papotti (Robert Walters): essere manager non significa più supervisionare il lavoro quotidiano, ma creare connessioni, dare direzione e favorire lo sviluppo delle competenze

Lo smartworking non è più al centro del dibattito sulla produttività, ma della leadership in ambienti di lavoro da remoto. La nuova indagine di Robert Walters mostra che il 75% dei professionisti valuta la flessibilità come un elemento cruciale nella scelta del datore di lavoro, mentre il 41% lamenta scarso contatto con i propri manager. Parallelamente, il 85% considera la flessibilità fondamentale o molto importante.
Il 41% dei rispondenti dichiara di avere quasi mai confronti significativi con il proprio manager, e il 76% sente di non ricevere il supporto necessario nelle attività quotidiane. La mancanza di una guida costante aumenta il rischio di turnover: l'83% dei professionisti sarebbe propenso a cambiare lavoro entro dodici mesi se il rapporto con il manager non migliorasse.

Walter Papotti, Country Manager di Robert Walters Italia, commenta: "Per molto tempo si è pensato che il lavoro da remoto potesse compromettere produttività e coinvolgimento. I dati mostrano invece che i professionisti continuano a essere produttivi e ad apprezzare la flessibilità. La vera criticità emerge quando la distanza si traduce in una riduzione della relazione manageriale.
Oggi le persone chiedono autonomia, ma allo stesso tempo hanno bisogno di confronto, supporto e chiarezza. Essere manager non significa più supervisionare il lavoro quotidiano, ma creare connessioni, dare direzione e favorire lo sviluppo delle competenze anche quando il team non è fisicamente presente in ufficio".

Nel contesto ibrido, la chiarezza delle aspettative resta una criticità: il 54% degli intervistati ritiene che le proprie responsabilità siano poco o per nulla chiare, con possibili effetti negativi su efficienza e crescita professionale.

Le difficoltà emergono già nelle fasi di inserimento: il 64% descrive il proprio onboarding come poco strutturato, e il 58% si sente poco autonomo nei primi trenta giorni. Questi dati evidenziano che la qualità della gestione manageriale influisce sin dal primo contatto con l'azienda.
In sintesi, la ricerca suggerisce che il punto focale non è più il luogo di lavoro, ma la capacità dei manager di mantenere relazioni efficaci a distanza, fornire feedback continui e definire obiettivi chiari, elementi chiave per la retention dei talenti in un mercato sempre più competitivo.


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