La crescita del mercato dei servizi come la fatturazione elettronica in chiave europea
La Mura (A-Cube): la richiesta di creazione di piattaforme tecnologiche è molto stimolante
In un panorama tecnologico spesso dominato dai titoli altisonanti sull'intelligenza artificiale, esiste un settore meno visibile ma fondamentale per la sopravvivenza operativa delle imprese: la digitalizzazione della burocrazia. Antonio La Mura, fondatore di A-Cube, racconta come la sua azienda stia trasformando l'obbligo normativo della fatturazione elettronica in un'opportunità di efficienza attraverso una piattaforma basata su API. Partendo dal successo del modello italiano del 2019, A-Cube punta ora a diventare il connettore tecnologico dell'ultimo miglio in tutta Europa e oltre, affrontando la complessità delle normative locali con una strategia che unisce eccellenza tecnica e competenze regolamentari specifiche.
Perché avete scelto di concentrarvi sulla fatturazione elettronica, un ambito che lei stesso definisce "poco sexy"?
È un tema molto caldo perché, pur non essendo particolarmente attraente a livello mediatico, rappresenta un elemento fondamentale per rendere le aziende molto più operative. In Italia la fatturazione elettronica è una realtà consolidata dal 2019, ma noi abbiamo deciso di approcciare il mercato in modo diverso: invece di offrire una piattaforma chiusa, abbiamo creato un'infrastruttura basata su API per i produttori di software e le grandi aziende. Ci piace tuffarci in tutto ciò che è difficile e regolamentato, perché è proprio nella gestione della burocrazia complessa che risiede il nostro valore aggiunto.
Cosa rende la vostra tecnologia basata su API così flessibile per le diverse esigenze di business?
Le API sono lo strumento che permette a soggetti molto diversi - dalle banche alle piattaforme di Gig Economy fino ai gestionali per condomini - di automatizzare flussi amministrativi complessi senza dover ricostruire la propria infrastruttura. Noi operiamo come un ponte tecnologico tra l'azienda e l'Agenzia delle Entrate, gestendo l'ultimo miglio della trasmissione dei dati. Questa duttilità ci permette di servire clienti in mercati disparati, dai sistemi di delivery per i rider fino alle multinazionali che devono gestire la contabilità dalla propria sede centrale.
L'Europa è un mercato unico, ma ogni Stato ha regole fiscali diverse: come gestite questa frammentazione normativa?
È una sfida enorme perché ogni nazione ha le sue peculiarità e i suoi sistemi di accreditamento, il che crea pesanti barriere all'ingresso per i nuovi attori. Ad esempio, per operare in Francia a partire da settembre, è necessaria un'infrastruttura tecnologica completamente diversa da quella italiana, che richiederebbe quasi di ricostruire l'intera piattaforma. Noi ci facciamo carico di questa complessità e delle certificazioni locali, permettendo ai nostri clienti di espandersi a livello paneuropeo semplicemente agganciandosi alla nostra infrastruttura esistente.
Avete recentemente chiuso un round di investimento: quali sono gli obiettivi della vostra espansione internazionale?
Il round è focalizzato proprio sull'internazionalizzazione, dato che la fatturazione elettronica sta diventando un fenomeno europeo a catena. Siamo già presenti in Polonia e Belgio, ed entreremo a breve in Francia, Germania e in diversi paesi dell'Est come Croazia, Slovacchia e Grecia. L'obiettivo è coprire 10 paesi entro la fine dell'anno, arrivando fino agli Emirati Arabi, per poi puntare su Spagna e Regno Unito tra il 2027 e il 2028. Vogliamo essere un operatore cross-border che segue i propri clienti ovunque ci sia un obbligo normativo.
Come riuscite a garantire la conformità in così tanti mercati diversi senza perdere il contatto con le realtà locali?
Non si può improvvisare né entrare in un mercato in modalità "pirata", perché i processi di analisi e accreditamento sono lunghi e rigorosi. Per questo motivo assumiamo "tech lead" residenti e madrelingua in ogni paese in cui entriamo, che conoscano profondamente sia la tecnica che la regolamentazione locale. Avere personale sul posto è essenziale per comprendere dinamiche amministrative specifiche e per accompagnare i clienti nella loro lingua, offrendo un supporto che sarebbe impossibile gestire esclusivamente dall'Italia.
Qual è la visione finale per il futuro di A-Cube nell'ecosistema digitale europeo?
La nostra filosofia è quella di espanderci in modo orizzontale, sia come mercati che come prodotti, andando oltre la fatturazione core per includere il reporting, la fiscalizzazione B2C e la conservazione digitale. Preferiamo avere una quota di mercato piccola su scala europea piuttosto che dominare solo pochi mercati nazionali. La tecnologia API ci permette di essere compatibili con qualsiasi evoluzione della pubblica amministrazione, che fortunatamente sta iniziando a mettere a disposizione strumenti digitali sempre più moderni e accessibili.

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