Ottimismo contro catastrofismo - Libro "L'antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia."
Claudio Cerasa: combattere ogni giorno la sindrome negativa che ci attanaglia
Per chi si avvicini alla lettura di un libro non c'è nulla di più affascinante che ascoltare l'autore che ne parla, con trasporto, ironia e piglio convinto. Mi è successo questo, a Trento nell'ambito del Festival dell'Economia 2026 ascoltando Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, presentare il suo ultimo scritto L'antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo, edito da Silvio Berlusconi Editore. L'autore stesso spiega quale sia il perimetro del suo lavoro: combattere nei fatti, giorno dopo giorno, una sindrome negativa che ci attanaglia e che ci porta a vedere ovunque e sempre solo il negativo, impregnando la società di un rancore profondo e diffuso che condiziona la nostra capacità di osservazione e di giudizio. Qualsiasi tentativo di essere ottimisti, oggi, viene considerato non solo uno scandalo, ma un'eresia, una negazione irresponsabile del nuovo dogma dominante: la cultura dello sfascio, dichiara Cerasa. Se tutto ciò che ci circonda è negativo, generatore di rassegnazione e lamentazione, è ora di ribellarsi, di un sussulto di dignità che ci spinga a capovolgere l'angolo di osservazione del mondo.
Nel dibattito pubblico degli ultimi anni è emersa una narrazione perversa che tende a interpretare il presente e il futuro attraverso una lente rigidamente catastrofista. Crisi mondiali, tensioni geopolitiche, apocalissi ambientali e un crescente senso di disillusione occidentale vengono spesso presentati come segnali di un declino inarrestabile, riducendo la complessità del reale a un racconto unico e privo di alternative, fondato più sulle percezioni che sui fatti, scrive Cerasa. Ebbene, è il momento di cambiare metro di giudizio. Nel suo libro l'autore smonta i dogmi del pessimismo contemporaneo e analizza i meccanismi che lo alimentano: dall'uso del rancore nel dibattito pubblico, il format della gogna mediatica, le letture distorte della globalizzazione e i sospetti prevenuti sull'AI e il suo potenziale positivo. Nel testo Cerasa dimostra come la frattura ideologica decisiva oggi non sia più fra le tradizionali forze politiche, ma fra chi riconosce nel progresso un motore di libertà e sviluppo - e riesce ancora a ricordarsi del bicchiere mezzo pieno - e chi invece il progresso lo combatte in nome di una presunta purezza morale, alimentando l'industria dell'allarmismo universale.
Ormai il quadro è evidente: non si può parlare bene dell'Occidente, della tecnologia o del futuro senza rischiare di essere considerati eretici insensibili ai mali della modernità. Cerasa non la pensa così, non accetta questa sconfitta caratteriale e ideologica: Accettare che una società si fondi sul pessimismo significa creare un terreno fertile per chi, in politica e non solo, vive di risentimento, gioca con le paure e strumentalizza l'agenda del catastrofismo, scommettendo sul mondo percepito e rifiutandosi di fare i conti con una verità difficile da negare: la forza del bicchiere mezzo pieno.
L'antidoto è un appello all'ottimismo ragionato: l'unica difesa credibile per le democrazie occidentali e l'unico metodo capace di distinguere tra la realtà dei dati e le distorsioni prodotte dall'amplificazione virale. Recuperare un pensiero positivo, che ci permetta di tornare a essere attivi e protagonisti di un mondo non facile ma pur sempre migliorabile. Senza dimenticare, per inciso, che nell'anno dei dazi e di Trump, con il coro di negatività, nel mondo non si era mai commercializzato quanto mai fatto prima nella storia.
Federico Unnia
Aures Strategie e politiche di comunicazione

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