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03/06/2026

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Il Beato, il vermouth di nuova generazione - Vinicitor sapiens

Morra (Diego Morra): valore della varietà Pelaverga e prodotti enologici di pregio

Un progetto che nasce dall’incontro tra territorio, storia e visione personale. Il nome richiama la figura iconica del Beato Sebastiano Valfrè, profondamente legata a Verduno, dove nacque nel 1629: fu proprio lui a credere nel valore della varietà Pelaverga, contribuendo - si narra - alla diffusione di questo vitigno autoctono nel piccolo comune. Stiamo parlando dell’Azienda Agricola Diego Morra, sita in Verduno, comune nella provincia cuneese, paese del Beato, del Pelaverga e del Barolo. Un luogo simbolo dove tradizione e cultura vitivinicola si intrecciano.

Qui, nel cuore delle Langhe, c’è una cantina che racconta un Piemonte enologico classico, con profonde radici di famiglia. È la realtà di Diego Morra, viticoltore di nuova generazione con alle spalle studi in enologia, che ha scelto di crescere passo dopo passo, rispettando la terra e investendo su un’idea chiara di identità e qualità.
“La storia inizia nei primi anni 2000, quando Diego, ancora giovanissimo, inizia a lavorare tra le vigne di famiglia. Diego consolida il patrimonio vitivinicolo dei Morra e lo amplia, affina le tecniche, costruisce una squadra compatta e appassionata e una cantina con un affaccio straordinario tra le colline di Langa. Oggi l’azienda coltiva circa 30 ettari tra Verduno, La Morra e Roddi, nei comuni più vocati per la produzione di Barolo, ma anche per varietà locali come il Pelaverga, il Dolcetto, il Barbera” ci racconta Francesca, la moglie di Diego che si occupa anche dell’accoglienza degli ospiti in visita alla cantina. Le degustazioni si svolgono nell’ampia terrazza e giardino, con vista sui cru, nella bella barricaia, negli spazi raccolti ed intimi della cantina, vetrati e recentemente ampliati dai quali si può scorgere l’intero panorama di Langa e dove è possibile organizzare anche eventi privati.

La cantina è moderna e perfettamente integrata nel paesaggio, costruita con materiali naturali. Ma è tra i filari che si legge davvero l'essenza di Diego Morra: rispetto dei tempi della natura, selezione meticolosa, sostenibilità concreta. L’agricoltura è a basso impatto, praticata con attenzione e cura. “La nostra capacità produttiva si attesta in circa 80mila bottiglie l’anno, con 12 referenze. Le vendite sono per il 60% all’estero, con Stati Uniti, Nord Europa, e Canada principalmente. Stiamo facendo delle valutazioni sui mercati asiatici anche per sostenere la nostra crescita. Buona parte è venduto in Italia nella forte convinzione che si debba sostenere e promuovere l’autenticità e qualità dei nostri prodotti prima di tutto nel nostro splendido territorio, a beneficio dei nostri connazionali” spiega Francesca.

Uno dei progetti più affascinanti è proprio la valorizzazione del Verduno Pelaverga, piccolo grande vitigno autoctono che la cantina sta contribuendo attivamente a far conoscere a un pubblico internazionale, sia in qualità di vignaiolo che in veste di Presidente dell’Associazione Verduno E’ Uno, che riunisce i prodottori locali di questa piccola e affascinante DOC. Accanto, diverse espressioni di Barolo, tutti eleganti e misurati, a partire dal cru Monvigliero, e il metodo classico Avantù, uno spumante rosato da uve Nebbiolo nella denominazione Langhe DOC. E ancora, Le Schiene Barbera d’Alba DOC Superiore.


Originali le etichette caratterizzate da 3 M che producono una V stilizzata. M che stanno per Morra, Mosca (riferimento alla cascina in cui Diego è nato e da sempre fulcro della famiglia) e Monvigliero, vigna di Barolo negli anni divenuta iconica della produzione.
In questo scenario di altissima qualità, si inserisce il progetto Il Beato il nuovo Vermouth di Torino firmato Diego Morra. Sebastiano Valfrè studiò a Torino, città che è anche la patria storica in Italia del Vermouth e che rappresenta un luogo speciale per Diego Morra e la moglie Francesca, dove si sono incontrati e hanno vissuto: un legame naturale che rende il Vermouth di Torino la forma espressiva più autentica. “Il Vermouth è una categoria che l’azienda sente profondamente affine: nasce dal vino, materia prima conosciuta e rispettata, e permette di esprimere gusto personale e libertà creativa. Il Beato è prodotto per essere bevuto come piace a chi lo crea: all’ora dell’aperitivo, a fine pasto, la sera. Un vermouth pensato prima di tutto per il piacere, senza forzature” racconta con una comprensibile punta di emozione Francesca.


Alla base de Il Beato c’è il Verduno Pelaverga DOC, vino di riferimento dell’azienda e varietà identitaria. Freschezza, bevibilità, componente floreale e speziata tipiche del vitigno si ritrovano e sono esaltate anche nel vermouth, che diventa così un ulteriore modo per raccontare e valorizzare una varietà autoctona che sta trovando sempre più spazio e attenzione.
La produzione è volutamente limitata, poco meno di 1.000 bottiglie, ed è pensata come un fiore all’occhiello: una declinazione che unisce paese, territorio e storia. La ricetta è il risultato di un percorso lungo e accurato, durato quasi tre anni, sviluppato insieme alla distilleria La Cava che ha affiancato l’azienda nella definizione dell’equilibrio finale. “L’obiettivo era chiaro: non snaturare il carattere del vino base, mantenendo il vino Verduno Pelaverga centrale, armonizzato con erbe officinali e botaniche selezionate, senza mai renderle dominanti: oltre all’assenzio spiccano la china, la scorza di arancio, il cardamomo, la salvia, la genziana” aggiunge.


Anche l’etichetta contribuisce al racconto: sintetizza il territorio e il suo microclima, protetto dall’arco alpino, e mette in dialogo elementi simbolici forti: Torino e la Mole Antonelliana, icona della città; il Belvedere di Verduno, luogo panoramico noto e riconoscibile; la cantina Diego Morra, ritratta come parte integrante del paesaggio.
Un ulteriore tassello di una storia, relativamente giovane, ma di sicuro avvenire.
Nome Cognome, Carica Aziendale, Nome Azienda

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