AI agentica: tre regole per guidare l'HR verso valore sostenibile
Begelle (Top Employers Institute): un report rivela che il 31% delle imprese usa AI agentica e indica cinque passi chiave per le HR
AI agentica è già operativa in molte organizzazioni: una pulse survey di Top Employers Institute su LinkedIn (marzo 2026) indica che il 31% degli intervistati utilizza forme di questa tecnologia, mentre il 41% prevede di avviare progetti pilota nello stesso anno. I dati coincidono con lo studio di McKinsey, che segnala un 23% di aziende con sistemi di AI agentica implementati e un 39% in fase di sperimentazione. L'adozione è dunque avviata, ma il vero ostacolo è la necessità di ridisegnare processi e flussi di lavoro. Il report Designing work in the age of agentic AI, basato su quasi 2.500 organizzazioni certificate in 131paesi e su un milione di datapoint annuali, identifica tre principi fondamentali per i leader HR.
- Progettare per fiducia, chiarezza e adozione - la sfida non è solo cosa può fare la tecnologia, ma come le persone la comprendono e la utilizzano; il 96% dei senior leader resta fiducioso, ma quasi la metà dei dipendenti non sa come trarre vantaggio. Le aziende TopEmployers valutano continuamente l'interazione uomo-AI (40%) e coinvolgono i dipendenti nelle discussioni etiche (38%).
- Modernizzare assunzione, formazione e retribuzione per l'era dell'AI - la carenza di competenze AI è evidente, ma il 70% delle organizzazioni investe nella preparazione dell'intera forza lavoro; tuttavia solo il 61% ha una pianificazione strategica della forza lavoro formalizzata e il 41% considera scenari multipli.
- Costruire un framework etico per la scalabilità - l'etica dell'AI è vista come infrastruttura, non come semplice policy; il 65% delle aziende adotta pratiche responsabili e il62% dispone di framework formali.
- Creazione congiunta di framework di controllo: HR, IT e operations allineano l'uso dell'AI, i limiti e le decisioni, bilanciando risultati aziendali e impatto sui dipendenti.
- Valutazione continua dell'impatto: le organizzazioni monitorano valore, costi e cambiamenti operativi nel tempo, poiché l'effetto reale dell'AI si manifesta oltre i primi guadagni di efficienza.
- Guidare con i valori, non solo con i processi: vengono definiti principi chiari, spiegati ai dipendenti e usati per promuovere trasparenza e fiducia.
"L'adozione dell'AI non è più solo una questione di adozione tecnologica. È una questione di progettazione del lavoro. Quando i sistemi intelligenti diventano parte integrante di come il lavoro viene svolto, l'HR assume un ruolo centrale nel definire accountability, valore, competenze e fiducia", ha commentato Massimo Begelle, Regional Manager, Southern Eastern Europe and the Middle East di Top Employers Institute. "Il vero divario che sta emergendo non è tra chi usa l'AI e chi non lo fa, ma tra le organizzazioni che progettano consapevolmente per questa nuova realtà e quelle che la subiscono. È in questo spazio che si decide se l'AI genererà valore sostenibile o semplicemente nuova complessità".
Nel contesto italiano, Italgas dimostra come la trasformazione digitale possa essere guidata dalle persone. In tre mesi il gruppo ha integrato oltre 2.200 nuove risorse, ampliato la rete del 86% e raggiunto12,9 milioni di clienti, ridisegnando il modello di sviluppo del capitale umano. Grazie a strumenti digitali e intelligenza artificiale, sono state erogate più di 60.000 ore di formazione (media 30 ore per persona), con 1.500 accessi al learning hub, oltre100 video-pillole e 300 interazioni giornaliere con chatbot dedicati. La sfida principale è stata favorire un'adozione culturale prima ancora tecnologica, trasformando la resistenza in protagonismo attivo. Il TSR del gruppo è cresciuto di quasi 340% dal ritorno al mercato, confermando che l'investimento nella digitalizzazione e nelle persone rimane la leva strategica più efficace.

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