Cerved prevede ricavi in calo per l'industria italiana nel 202627 | BusinessCommunity.it
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20/05/2026

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Cerved prevede ricavi in calo per l'industria italiana nel 202627

Secondo l'Industry Forecast di aprile in sofferenza tutti i comparti tranne Difesa, Infrastrutture e Farmaceutica

Cerved ha aggiornato le previsioni contenute nell'edizione di aprile del Cerved Industry Forecast alla luce dell'intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente e dei rischi per la stabilità dei mercati energetici. L'analisi indica una diminuzione dei ricavi complessivi dei settori produttivi italiani compresa tra -0,9% (scenario migliore) e -2,6% (scenario peggiore) rispetto al 2025, contro una crescita prevista del +1,7% prima della crisi iraniana.
Nel scenario base le tensioni dovrebbero attenuarsi a partire dalla seconda metà del 2026. Il PIL reale italiano salirebbe di +0,4% nel 2026 e di +0,2% nel 2027. L'inflazione rimarrebbe sopra l'obiettivo della BCE, attestandosi al 2,6% nel 2026, mentre il prezzo del petrolio sarebbe di 77,4 dollari al barile. Questi elementi spingerebbero a una moderata riduzione dei consumi, degli investimenti e della produzione industriale, con un calo del fatturato reale del -0,2% nel 2026 e del -0,7% nel 2027.

I comparti più colpiti nello scenario base dovrebbero essere:

- Sistema Moda (-5%)

- Carburanti, Energia e Utility (-2,8%)

- Prodotti Intermedi (-2,2%)

- Costruzioni (-2,1%)

Altri settori mostrano resilienza o crescita: i Motori non elettrici (+12%), i Sistemi di Difesa (+11%), la Costruzione di Infrastrutture (+7,5%) grazie ai fondi del PNRR, i Servizi Informatici e Software (+7%) per la spinta della trasformazione digitale, e le Specialità Farmaceutiche (+6,1%) sostenute da farmaci innovativi.

Nello scenario peggiore il conflitto in Medio Oriente si protrae fino al terzo trimestre del 2026, con il prezzo del petrolio che sale a 81,1 dollari al barile. L'inflazione rimane elevata, la domanda si contrae e le catene di fornitura subiscono pressioni persistenti. Il PIL reale scende a -0,1% nel 2026 e a -0,7% nel 2027, mentre il fatturato delle imprese registra una diminuzione del -1% nel 2026 e del -1,6% nel 2027.
Le perdite più marcate riguarderebbero:

- Sistema Moda (-8,4%)

- Mezzi di Trasporto (-7,0%)

- Costruzioni (-5,2%)

- Informazione e Comunicazione (-0,3%)

- Largo Consumo (-0,4%)

L'esposizione commerciale al Medio Oriente è significativa per alcuni settori: oltre il 26% delle importazioni di Raffinazione Petrolifera e il 27% dell'Estrazione di Idrocarburi provengono da quest'area. L'export verso la regione è più elevato per la Rubinetteria (17,7%), gli Aeromobili (16,8%) e l'Oreficeria (14,3%).


I settori ad alta intensità energetica - Raffinazione, Chimica di base, Ceramica, Vetro, Carta, Cemento e Materiali da Costruzione - presentano costi energetici che superano il 10% del fatturato, rendendoli particolarmente vulnerabili agli aumenti dei prezzi del petrolio. Trasporti e Logistica subiscono un duplice impatto, legato al caro energia e alle interruzioni delle rotte commerciali, mentre il Turismo registra una forte flessione a causa della riduzione dei flussi internazionali e dell'incertezza globale.


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