Ana Mazzeo (WOBI): l'intelligenza artificiale sta già facendo la differenza nei business
Comprendere i meccanismi permette di avere un fattore competitivo importante
Siamo letteralmente sommersi dal rumore bianco dell'Intelligenza Artificiale. Se ne parla ovunque, in ogni salsa, spesso a sproposito. Ma la domanda che dobbiamo porci, quella vera, è: se ne parla bene? Ho incontrato Ana Mazzeo del World Business Forum proprio per capire come tagliare questo rumore di fondo. Il 9 giugno, al Teatro Lirico di Milano, WOBI organizza WOBI on AI and Business Transformation. Non è l'ennesimo carrozzone dispersivo, ma un momento di riflessione profonda per chi ha le mani sul timone delle aziende. L'intervista a Mazzeo analizza la necessità di pragmatismo e la sfida di un'evoluzione che non aspetta i ritardatari.
Partiamo dall'elefante nella stanza: oggi di eventi sull'AI ce ne sono a centinaia, Perché un C-level, un manager che ha i minuti contati, dovrebbe scegliere proprio il vostro?
Guarda, la sensazione è che ci sia tantissimo in giro, ma tutto sia terribilmente dispersivo. Molti grandi eventi diventano labirinti dove i partecipanti si perdono tra workshop, sale affollate e confusione. Il format che portiamo a Milano il 9 giugno è l'opposto: è semplicità. Cinque speaker d'eccezione, un'unica giornata dalle 9:00 alle 17:00 in un teatro, con circa 700 persone, siamo già a oltre 650 iscritti e vicini al sold-out. È un momento in cui le persone si siedono, ascoltano e mettono in discussione le proprie certezze con i protagonisti del settore. Vogliamo parlare di AI in modo semplice, diretto e pratico. Nomi pesanti sul palco: Randi Zuckerberg, Mitchell Weiss da Harvard, Tricia Wang di Advanced AI Society e Paolo Zaccardi di Fabrick.
Cosa porteranno concretamente alle imprese italiane?
Parleranno a una platea di imprenditori curiosi raccontando il presente e il futuro dell'AI, ma con un taglio applicato alla realtà italiana. Non stiamo parlando di massimi sistemi, ma di cose pratiche. Le aziende oggi sono investite dall'intelligenza artificiale, dagli agenti, da mille strumenti. Ma la vera domanda è: come la implemento in azienda? Randi Zuckerberg e gli altri spiegheranno questi temi in modo che si capiscano davvero, portando la teoria nel campo della realtà quotidiana del business.
C'è chi guarda all'AI con sospetto, temendo che possa rubare il lavoro o deumanizzare i processi.
Io stessa, come manager, mi sento investita da questa tecnologia e sto studiando molto. Al di là di ChatGPT o Gemini, quello che vogliamo capire, e che spiegheremo, è come l'AI possa supportare i team per dare loro più tempo. Tempo per cosa? Per essere creativi, per innovare. L'idea è delegare all'AI le funzioni automatizzate, quelle ripetitive, e dedicarci finalmente a quello che noi esseri umani sappiamo fare meglio. È un passaggio fondamentale per la resilienza di qualunque organizzazione.
Esistono settori più pronti di altri a questa trasformazione digitale?
In realtà no, il fenomeno è assolutamente cross-sector. Abbiamo iscritti dall'industria, dalla consulenza, dal settore farmaceutico che è uno dei nostri segmenti più forti. Il bisogno è comune: a livello C-level c'è una curiosità enorme e la necessità di capire per poi poter applicare e dare gli strumenti giusti a tutto il resto del team in azienda.
Questo è un cambiamento che va compreso e guidato.
All'inizio ci siamo chiesti se valesse la pena fare un evento del genere, avevamo dei dubbi, proprio perché se ne parla tanto, ma oltre alla curiosità c'è la necessità da parte di tante aziende che seguono il World Business Forum proprio di capire il fenomeno, non solo fermarsi in superficie. Il fatto che se ne parli tanto non significa parlarne bene. Abbiamo deciso di portarlo qui per offrire un'esperienza diversa, un racconto che non sia solo rumore, ma trasformazione reale, perché il business sta cambiando, ce ne accorgiamo noi stessi all'interno dei nostri processi. Il 9 giugno non sarà solo un evento, sarà una bussola per orientarsi in questa evoluzione esponenziale.
