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22/04/2026

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Nuove regole UE sulle dichiarazioni green: cosa cambia per le imprese

Patara (VEGANOK): la Direttiva 2024/825 vieta i claim ambientali vaghi, premiando le certificazioni etiche

Il 27marzo2024 l'Italia ha recepito la Direttiva UE 2024/825, nota come "Empowering Consumers". La normativa impone divieti netti ai claim ambientali non verificabili e prevede sanzioni a partire dal 27settembre2026. Le aziende dovranno rivedere tutti i materiali di comunicazione - confezioni, siti web, cataloghi e canali social - per adeguarsi alle nuove disposizioni.
La direttiva introduce un divieto esplicito a qualsiasi messaggio, verbale, grafico o simbolico che suggerisca un impatto positivo sull'ambiente senza dati concreti. Tra i termini vietati troviamo "sostenibile", "eco-friendly", "a basso impatto" o "impatto zero", a meno che non siano supportati da metodologie verificabili. Inoltre, i marchi di sostenibilità auto-attribuiti e le promesse future, come "carbon neutral entro il 2030", saranno sanzionati se non accompagnati da piani dettagliati e verifiche indipendenti.

Le scadenze operative della normativa sono:

- La direttiva è già in vigore a livello europeo e richiede l'avvio della revisione dei materiali di comunicazione.
- Dal 27 marzo 2026 è stata fissata la scadenza per l'adozione della direttiva nell'ordinamento italiano.
- Il 27settembre2026 entreranno in vigore le nuove disposizioni e le violazioni saranno perseguibili. La giurisprudenza nazionale ha già anticipato l'applicazione della norma. Nel luglio2025 il Tribunale di Milano ha bloccato una serie di claim ingannevoli, definendoli "proposizioni indimostrate e non verificabili". Fra le affermazioni censurate figuravano "alti standard di impatto ambientale" e "maglieria impatto Zero".

"I tribunali italiani hanno già iniziato a censurare questo tipo di comunicazione. Con il recepimento della Direttiva, i poteri di intervento dell'AGCM si rafforzeranno ulteriormente. Il rischio non è teorico: è già concreto", afferma Cesare Patara, co-fondatore VEGANOK.

Una distinzione fondamentale riguarda la differenza tra claim ambientale generico e certificazione etica riconosciuta. Nel settore vegano, la certificazione VEGANOK garantisce la conformità a criteri rigorosi, come assenza di ingredienti di origine animale, nessun test su animali e packaging privo di affermazioni ingannevoli. La certificazione è riconosciuta a livello internazionale e rispetta i requisiti della Direttiva, che consente la comunicazione di caratteristiche etiche purché basata su un sistema di certificazione trasparente e pubblico.


Esempi pratici di comunicazione corretta e scorretta nel settore vegano:

- Lecito: "Questo prodotto è certificato VEGANOK: nessun ingrediente di origine animale, nessun test su animali". Oppure "Asserzione etica supportata da certificazione indipendente".
- A rischio: "Scegliere vegan è la scelta più sostenibile per il pianeta. La nostra produzione è a impatto zero". Oppure "Asserzione ambientale generica, senza dati misurabili sulla specifica filiera produttiva".
Senza dati propri, misurati e verificabili, le affermazioni ambientali rientrano nella categoria "generica" e sono vietate dal 27settembre2026. La regola pratica per le aziende è quindi separare nettamente le comunicazioni etiche, supportate da certificazioni riconosciute, dai claim ambientali, che richiedono evidenze concrete.


Con l'entrata in vigore della Direttiva UE 2024/825, il mercato si depura dalle dichiarazioni infondate. I marchi che si basano su sistemi di certificazione strutturati e disciplinari pubblici guadagnano valore agli occhi dei consumatori e migliorano la loro posizione competitiva.

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