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22/04/2026

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Cinque errori critici nella mobilità internazionale delle aziende italiane

De Micheli (Nexum Global Mobility): le aziende sprecano risorse ignorando questioni di permessi di soggiorno, fiscalità e tempistiche

Alessandro De Micheli, Partner & Head of Immigration di Nexum Global Mobility, evidenzia le lacune più frequenti che le imprese italiane incontrano nella gestione della mobilità internazionale, basandosi su anni di consulenza a realtà nazionali e estere. Il primo errore consiste nel focalizzarsi esclusivamente sul visto, trascurando il permesso di soggiorno. Il visto autorizza l'ingresso, ma il permesso consente la permanenza, l'apertura di un conto bancario e la stipula di contratti di locazione; senza una pianificazione adeguata, un manager straniero può trovarsi senza alloggio nei primi mesi. Lo stesso vale per i dipendenti italiani inviati fuori dall'UE: spesso è necessario un work permit locale che può richiedere da quattro a venti settimane, perciò avviare la pratica il giorno della firma è già tardivo.

Il secondo punto riguarda la residenza fiscale, che si modifica spostando il dipendente oltre confine e influisce su tassazione, contributi, bonus, stock option e obblighi di dichiarazione di conti esteri. La riforma introdotta dal D.Lgs. 209/2023, operativa dal 1° gennaio 2024, ridefinisce i criteri di determinazione: oltre ai 183 giorni di presenza, conta il domicilio, inteso come luogo in cui si sviluppano le relazioni personali e familiari secondo l'art.?2 TUIR. Tale definizione può generare doppia imposizione se non gestita tramite le convenzioni contro le doppie imposizioni; spesso le aziende delegano la valutazione al commercialista del dipendente, che può non avere esperienza internazionale, scoprendo il problema solo in sede di accertamento.

Il terzo errore è la presunzione che tutti i Paesi UE operino con le stesse regole. La libera circolazione vale per i cittadini comunitari, ma non per i lavoratori di Paesi terzi con permesso di soggiorno italiano. In tal caso si applicano la Direttiva 2011/98/UE sul permesso unico e la Direttiva 2014/66/UE sul trasferimento intra-societario (ICT), recepite in modo differente da Germania, Spagna o Francia. Ignorare la cittadinanza specifica del dipendente può provocare irregolarità involontarie, con conseguenze operative e legali per settori come hospitality, consulenza e logistica.
Il quarto punto sottolinea la discrepanza tra i termini teorici e i tempi reali di ottenimento dei documenti. In Italia, il nulla osta per lavoro subordinato non stagionale deve essere rilasciato entro 60 giorni dall'imputazione della richiesta (art.?22 TUI), ma nelle grandi città i tempi si estendono oltre. Il visto d'ingresso deve essere richiesto entro 180 giorni dal nulla osta, mentre le rappresentanze consolari hanno tempi di risposta variabili, spesso superiori ai termini previsti. Il permesso di soggiorno, prenotabile presso le Poste, può richiedere mesi prima del primo appuntamento. La regola pratica consiste nel considerare il tempo teorico e aggiungere un margine di almeno il doppio, evitando così ritardi operativi.


Il quinto errore è trattare la compliance come un costo anziché un investimento. Le violazioni in materia di immigrazione espongono le imprese a sanzioni amministrative, interdizione da appalti pubblici, responsabilità solidale verso il lavoratore e danni reputazionali. Con l'aumento dell'attenzione degli istituti di credito agli aspetti Esg e al rating di legalità, una storia di irregolarità può influire anche sul credito aziendale. Una consulenza strutturata che includa assessment legale, pianificazione fiscale e monitoraggio delle scadenze risulta sistematicamente più economica rispetto a un contenzioso o a un'interruzione operativa causata da un titolo di soggiorno scaduto.


"La mobilità internazionale è diventata una competenza strategica, non un adempimento burocratico. Le aziende che la gestiscono con sistematicità attraggono talenti migliori, evitano blocchi operativi e costruiscono una reputazione internazionale solida. Quelle che la trattano come un problema da risolvere all'ultimo minuto continuano a risolverlo ogni volta all'ultimo minuto", conclude De Micheli.

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