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25/03/2026

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La globalizzazione si mantiene salda su livelli record. Europa al primo posto

Pearson (DHL Express): il nostro report dimostra che Paesi e aziende non si stanno ritirando dietro i confini nazionali

Globalizzazione mantiene livelli storicamente alti nonostante le tensioni geopolitiche e l'aumento dei dazi statunitensi. Il DHL Global Connectedness Report 2026, realizzato con la Stern School of Business della NYU, analizza oltre 9 milioni di dati su commercio, capitali, informazioni e persone. Il risultato principale mostra un indice mondiale del 25% nel 2025, pari al record del 2022.
L'Europa guida la classifica regionale, seguita dal Nord America e dal Medio Oriente-Nord Africa. La leadership europea deriva da legami intra-regionali solidi e da una forte apertura verso il resto del mondo. Le economie più performanti rafforzano questa posizione:

- Paesi Bassi: 3° posto globale, 6° per volume di flussi, ruolo di snodo strategico.

- Regno Unito: 9° posto, leader mondiale per ampiezza dei flussi grazie a relazioni diversificate.
- Germania: 14° posto, hub integrato con due-terzi dei flussi interni all'Europa.
- Francia: 22° posto, prima al mondo per investimenti greenfield in entrata e uscita.
- Italia: 28° posto, combina forte connettività intra-europea con una delle più ampie impronte globali.
"La globalizzazione mantiene la sua forza, e questo, da solo, dice molto del suo valore", ha dichiarato John Pearson, CEO di DHL Express. "Dalla povertà al cambiamento climatico, le sfide più grandi del mondo possono essere affrontate solo attraverso una visione globale. Il DHL Global Connectedness Report dimostra che Paesi e aziende non si stanno ritirando dietro i confini nazionali. È una buona notizia. DHL rafforza i legami globali collegando mercati, imprese e persone, affinché possano adattarsi, diversificare e cogliere nuove opportunità, anche in tempi di incertezza".

"L'Europa svolge un ruolo fondamentale in questa rete globale", ha dichiarato Mike Parra, CEO di DHL Express Europe. "La regione unisce una profonda integrazione economica a una delle più ampie impronte globali al mondo. Questa posizione unica consente alle imprese europee di rimanere competitive, resilienti e collegate alle opportunità di crescita in tutte le regioni. In DHL, siamo impegnati a sostenere questa connettività attraverso la rete express internazionale più affidabile e flessibile del settore".
Il commercio globale ha registrato la crescita più rapida dal 2017 nel 2025, spinto dall'anticipazione dei dazi USA e dal boom dell'AI. Gli Stati Uniti hanno aumentato le spedizioni prima dell'incremento tariffario, mentre le esportazioni cinesi verso mercati diversi dagli USA hanno compensato il calo delle importazioni statunitensi. I prodotti legati all'AI hanno rappresentato il 42% della crescita del commercio mondiale nei primi tre trimestri del 2025, secondo l'OMC.


Le previsioni per il 2026 indicano una moderata riduzione della crescita del commercio, ma non una inversione. Si stima un aumento annuo del 2,6% fino al 2029, in linea con la media decennale. La ragione è che solo il 13% delle importazioni globali nel 2025 era destinato agli USA, e il 9% delle esportazioni proveniva dagli USA.
I rapporti commerciali USA-Cina continuano a indebolirsi, passando dal 3,6% del commercio mondiale nel 2015 al 2,0% nei primi tre trimestri del 2025. Nei flussi di investimento internazionale la quota è inferiore all'1%.
Il report non rileva una divisione del mondo in blocchi rivali. Solo il 4-6% dei flussi commerciali e di investimento si è spostato verso paesi con posizioni geopolitiche flessibili, come India e Vietnam.


Il Prof. Steven A. Altman, Direttore della DHL Initiative on Globalization presso il Center for the Future of Management della NYU Stern, ha osservato che "I rischi per la globalizzazione sono reali, ma lo è anche la resilienza dei flussi globali".
Nel 2025 le merci hanno percorso una distanza media di 5.010 km, la più lunga mai registrata. Anche gli investimenti greenfield hanno raggiunto una distanza media record di 6.250 km, dimostrando che la regionalizzazione accelerata non si è concretizzata.
Guardando al nostro Paese, l'Italia si posiziona al 28° posto su 180 economie nel DHL Global Connectedness Index, migliorando di 5 posizioni dal 2019. Il punteggio complessivo è aumentato di 1 punto su 100 negli ultimi cinque anni, ma è sceso di 0,3 punti dal 2023. L'Italia eccelle per profondità (97° posto) e ampiezza (7° posto). Nei quattro pilastri del report, l'Italia è al 41° posto per commercio, 25° per capitale, 19° per informazione e 21° per persone. Tra i flussi specifici, l'Italia si distingue per l'ampiezza del traffico di notizie online (3°), immigrazione (4°), progetti greenfield in uscita (5°) e operazioni di M&A in uscita (6°). Nel 2024, il 66% dei flussi internazionali è diretto verso altri Paesi europei, mentre la distribuzione globale dei flussi è la 7ª più ampia al mondo.


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