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18/03/2026

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La Calabria e i suoi vini di alta qualità - Vinitor Sapiens

Salerno (Azienda Agricola): produzione di vini biologici

La Calabria, regione abbracciata da due mari, è risaputo vive una stagione di grande ripresa e affermazione anche nel settore dei vini di altissima qualità. Ne è un esempio l'Azienda agricola biologica di Caterina Salerno, che poggia la sua storia in radici molto profonde. Le vigne si trovano a Stignano, la Cantina a Riace Marina, provincia di Reggio Calabria.
"Sono molto legata a questa terra e alla sua storia" ci racconta con un bellissimo accento calabrese Caterina Salerno, avvocata, che in questi territori ha passato la sua infanzia. Una vita che ha vissuto le sue pagine nere ma da cui si è ripresa, forte dell'affetto dei suoi familiari. Nel passaggio dei beni di famiglia Caterina riceve un appezzamento di terra nel quale storicamente si coltivava uva per produrre vino a consumo familiare. Così, sentendo forte il richiamo per questi luoghi e la sua millenaria tradizione vitivinicola, Caterina inizia a sviluppare la produzione di vitigni autoctoni. Si inizia con 6-7 ettari fino agli attuali 10. Una piccola parte della proprietà complessiva, di 150, che condivide con le sorelle, principalmente utilizzata per la coltivazione di uliveti da cui nasce un olio apprezzato in Italia e non solo.

La dolcezza del clima, la suggestione del paesaggio con declivi affacciati sul mare, l'attività rurale che ha saputo mantenere un rapporto privilegiato con la natura, ma soprattutto le tracce dell'antica Magna Graecia fanno di Riace, in Calabria, un "paese di acqua e di terra". In questo contesto prede corpo e nasce Casa Ponziana, in onore del padre che si chiamava appunto Ponziano.
Desta estate ci si ritrovava tutti insieme in quella casa, nel cortile, il tavolo di pietra, sotto il gelso, era sempre addobbato come un altare: pane caldo, vino, olive, formaggio, soppressata. Casa Ponziana è il luogo in cui abbiamo voluto ricreare quella dimensione domestica della vita e del lavoro in un'atmosfera di ospitalità, di accoglienza e di recupero del "senso" del tempo inteso come invito alla lentezza e allo stupore ricorda. compreso un punto ristoro che vuole far conoscere e apprezzare le peculiarità enogastronomiche di questa terra, alla cui guida c'è il figlio Francesco mentre Alessandro si occupa di accompagnare i gruppi in visita nelle vigne e in cantina.

La produzione raggiunge mediamente le 7mila bottiglie, vendute in azienda mentre è allo studio qualche iniziativa commerciale per sostenere la vendita anche su altri mercati, soprattutto attraverso la rete di enoteche qualificate. "Vogliamo produrre un buon vino senza danneggiare la natura, promuovendo i valori della ruralità, del paesaggio, dell'ambiente abbracciando le tecniche e i valori dell'agricoltura biologica nel rispetto del "genius loci", che rievoca l'Enotria tellus" ovvero la "Terra del vino". La raccolta manuale fa sì che in ogni singolo grappolo si ritrovi l'espressione del terroir, la concentrazione degli aromi e tutta la complessità necessaria a un vino d'eccellenza che racchiude l'intensità, la ricchezza e il carattere della terra da cui nasce_ sottolinea Caterina.


Attualmente si producono 5 etichette. La vendemmia del 2009 dà alla luce la prima bottiglia denominata San Fili, un rosso di 14,5 gradi realizzato con uvaggi di calabrese nero, gaglioppo e greco nero. Nel 2010 nasce la triade Phìlos (Gaglioppo, calabrese, 14%, IGT, nome che in greco esprime amicizia, affetto, condivisione di ideali, sintonia profonda rosso), Himeros (Gaglioppo, calabrese, 14%, IGT nome che indica la passione del momento, il desiderio fisico e materiale che chiede di essere subito soddisfatto rosato) e Agape (un Mantonico in purezza), nome che per i cristiani delle origini era il banchetto comunitario che sanciva il legame di una comunità umana unita dall'amore fraterno. La scelta dei nomi che compongono la triade dei vini evoca l'identità del luogo che affonda le sue radici nella civiltà magno-greca. Infine Melete (IGT Passito Rosso da vendemmia tardiva).

Se i nomi traggono spunto da tradizioni greche, le etichette sono state disegnate da un noto artista, Giuseppe (Pino) Pingitore, grafico e disegnatore amico di famiglia. "Se guardo al futuro, ho sensazioni contrastanti. Da un lato il nostro è un settore che per motivi diversi affronta sfide complesse. Dall'altro sono convinta che la nostra scelta, pochi vini di altissima qualità, con massima attenzione alla filiera, sia la strada giusta. Dobbiamo, ma ci stiamo lavorando, catalizzare un turismo che apprezzi la forza della tradizione, privilegiando la qualità alla quantità" conclude Caterina.
Federico Unnia
Aures Strategie e politiche di comunicazione




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