Welfare aziendale: la chiave per attrarre talenti e la sfida della personalizzazione
Perfumo (Epassi Italia): c'è un bisogno di maggiore semplicità e integrazione nelle soluzioni di welfare, sia a beneficio delle persone che delle imprese
Il welfare aziendale è considerato da 87,3% delle imprese italiane come fattore decisivo per attrarre e fidelizzare i talenti. Nonostante questa importanza, solo 4 aziende su 10 (43,3%) hanno già attuato piani su misura per i dipendenti, mentre 33,3% prevede di farlo a breve. La distanza tra ambizione e realtà è al centro della 9ª edizione del Rapporto Eudaimon-Censis, realizzata con il contributo di Campari, Credem, Edison e Michelin e presentata presso l'Headquarter di Campari Group con il titolo "A ognuno il suo welfare aziendale: la sfida praticabile".
Il documento, realizzato con il contributo di Campari, Credem, Edison e Michelin, descrive una trasformazione profonda del legame tra capitale umano e sistemi aziendali. In un contesto in cui le richieste dei lavoratori includono equilibrio vita-lavoro e benefit personalizzati, il welfare aziendale si sposta da elemento accessorio a componente strutturale. Infatti, 92% delle imprese con più di 50 dipendenti ha già introdotto misure dedicate.
Tra le iniziative più diffuse spiccano:
- Integrazione al reddito (86,2%): buoni pasto e buoni acquisto.
- Coperture sanitarie e servizi medici (76,8%).
- Previdenza complementare (69,6%).
Queste soluzioni mostrano una nuova configurazione nella relazione tra persone e imprese, che devono diventare partner nella costruzione di un benessere integrato vita-lavoro. La personalizzazione non è più un'opzione, ma una necessità: oltre 84% dei dipendenti ritiene che soluzioni su misura aumentino motivazione e produttività, più dell'83% richiede un impegno concreto sul benessere complessivo, e 71,3% afferma che la scelta di un nuovo datore di lavoro sarebbe influenzata dal suo welfare.
"Dal nuovo Rapporto emerge con forza il tema della personalizzazione del welfare aziendale: le persone si attendono che le risposte delle imprese non siano standardizzate, ma costruite sulle loro esigenze specifiche", afferma Alberto Perfumo, CEO di Eudaimon (ora Epassi Italia).
Alla luce dei risultati, l'evento ha annunciato una svolta strategica per l'organizzazione. Eudaimon ha lanciato un'importante operazione di rebranding, rinominandosi Epassi Italia e rafforzando il management per rispondere più efficacemente alle esigenze di imprese e lavoratori. Il nuovo marchio si ispira al modello della capogruppo finlandese Epassi, leader nelle soluzioni digitali per l'erogazione e il pagamento dei benefit aziendali. L'obiettivo è guidare il mercato europeo delle piattaforme multi-benefit e ridefinire l'evoluzione del welfare aziendale.
"Accanto alla crescente domanda di personalizzazione, si delinea anche un bisogno di maggiore semplicità e integrazione nelle soluzioni di welfare, sia a beneficio delle persone che delle imprese: strumenti facili da utilizzare e al tempo stesso ampi, completi e flessibili. Epassi Italia nasce in questa prospettiva: un'infrastruttura tecnologica capace di coniugare profondità di offerta e semplicità di accesso, trasformando il welfare in un'esperienza coerente e di valore per imprese e persone", conclude Perfumo.

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