Avventura tra i vigneti toscani della Maremma - Vinitor Sapiens
Marinari (Cantina i Forestieri): storia di due amici vignaioli
Una storia che potrebbe benissimo essere la trama di una serie di Netflix. Parliamo dell'avventura di due amici, due giovani vignaioli, Dario Marinari da Pisa e Ezequiel Allassia, dall'Argentina, che iniziano la loro avventura nel mondo dei vini biologici, Cantina i Forestieri, a Roccatederighi, Alta Maremma. "Al bar sei un forestiero se non sei nato e cresciuto qua, a Roccatederighi. Ci è subito venuto in mente di chiamare la nostra cantina così" aggiunge. Entrambi accomunati da una passione per il recupero di vecchi vigneti finiti in disuso ma ancora capaci, se trattati da mani esperte, di dare il meglio di sé. "Il fenomeno dell'abbandono delle vigne, di parcelle anche piccole, è diffuso. Noi ci siamo proposti di prenderle in gestione, valorizzandone le potenzialità e cercando vitigni autoctoni andati in disuso" chiosa.
Siamo nel territorio collinoso nel parco delle Colline Metallifere, area protetta dall'Unesco. "E' una Maremma diversa, con strade sterrate che si inerpicano dentro la macchia mediterranea salendo fino ai castagni: geologicamente si tratta di una zona molto varia, con terreni che cambiano matrice continuamente passando da rocce vulcaniche ad arenarie, galestro e argille. Un terroir selvaggio, lontano da una viticoltura industriale, da sempre legato a produzioni di sostentamento, perfetto per produzioni sartoriali fuori dalle denominazioni e fuori dagli schemi".
L'idea nasce quando Ezequiel inizia a recuperare alcune vecchie parcelle di 70/80 anni attorno a Sassofortino e Roccatederighi grazie al passaparola tra gli anziani della zona, intenti ad abbandonare o estirpare alcuni di questi patrimoni viticoli. Nel frattempo Ezequiel incontra Dario, con il quale condivide da subito l'amore per le vecchie vigne. "Oggi abbiamo in gestione circa 5 ettari, con 12 parcelle. Le vigne si trovano da 150 a quasi 600 metri sul livello del mare, mantenendo l'uso antico di una coltivazione promiscua per cui nello stesso filare possono convivere varietà diverse. Coltiviamo Sangiovese, Trebbiano, Malvasia Bianca Toscana, Ciliegiolo, Malvasia Nera, Alicante Nero, Moscato e altre varietà rare autoctone". Un approccio che caratterizza tutta la produzione: "Siamo entrambi profondamente convinti che il solo modo di esprimere un territorio e di conseguenza fare il vino sia senza l'utilizzo di chimica, tanto in vigna quanto in cantina. Fermentiamo succo d'uva con i suoi lieviti indigeni, non utilizziamo altro che una piccolissima quantità di solforosa prima dell'imbottigliamento" spiega Ezequiel.
Dario ed Ezequiel sono impegnati nell'attività della vigna e cantina: Dario opera nelle attività di campagna e di cantina, curando la parte commerciale - amministrativa dell'azienda, Ezequiel si occupa più della parte meccanica delle vigne. Complessivamente la produzione raggiunge le 30 mila bottiglie, per la maggior parte (65%) destinate all'export nei mercati Usa, Brasile, Canada, Giappone e Nord Europa. Il restante 35% è venduto in Italia con alcuni agenti qualificati e si trova in enoteche e ristoranti di alto livello. 6 le etichette proposte, 2 bianchi, 1 rosato e 3 neri. Da segnalare certamente Rigomale (che prende il nome da un fosso che passa accanto alla vigna), Girotondo Rosato, Girotondo Rosso e I Forestieri, un rosso e un bianco particolarmente interessanti. "In futuro lo sviluppo de I Forestieri deve essere più accentuato. Penso a una struttura più definita, ove poter organizzare eventi enogastronomici che permettano di conoscere e apprezzare l'offerta enogastronomica del territorio" spiega Ezequiel. E poi una crescita di notorietà del marchio. Un processo lento ma inesorabile, che fa leva non solo sulla qualità e originalità del vino ma, non da meno, da un incessante passaparola.
Federico Unnia
Aures Strategie e politiche di comunicazione

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