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11/03/2026

economia

Prezzi del petrolio e del gas in rialzo: impatti per le compagnie integrate

Shokhitbayev (Scope Ratings): la chiusura dello Stretto di Hormuz spinge i prezzi e mette a rischio i flussi di cassa delle imprese del settore

La chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz ha spinto prezzi del petrolio e prezzi del gas verso livelli record. Il tratto di mare gestisce circa il 20% della produzione mondiale di petrolio e una quota simile del commercio globale di GNL, perciò ogni interruzione influisce direttamente sui mercati. Marlen Shokhitbayev, Senior Director, Corporate Ratings di Scope Ratings, osserva che la capacità delle IOC (oil and gas companies) di resistere a un conflitto prolungato dipenderà dalla diversificazione geografica e dalla gestione del rischio.
Secondo Shokhitbayev, l'impatto sul mercato petrolifero è mitigato da scorte accumulate di recente, da rotte alternative per parte del petrolio prodotto nella regione e dalla capacità inutilizzata dell'OPEC+. Inoltre, il gruppo dei Paesi produttori ha mostrato disponibilità ad aumentare la produzione. Invece, i prezzi del gas mostrano una sensibilità maggiore, soprattutto in Europa, dove le importazioni di GNL rappresentano una quota cruciale. Le scorte di gas europee sono ora intorno al 30% rispetto al 38% dell'anno precedente, mentre gli spread estate-inverno restano compressi, aumentando la concorrenza per i carichi di GNL disponibili.

Nel giro di pochi giorni, il prezzo del Brent è salito del 13%, passando da 71 USD/barile a circa 80 USD/barile. Parallelamente, il prezzo del gas TTF ha registrato un incremento superiore al 60%, superando i 31 EUR/MWh e poi i 50 EUR/MWh.
"Una tempestiva normalizzazione dei flussi commerciali nella regione riporterebbe i prezzi ai livelli di inizio anno. Tuttavia, un'interruzione prolungata dei flussi commerciali e/o danni significativi alle infrastrutture petrolifere e/o di GNL dovuti a una guerra prolungata potrebbero portare a un'ulteriore contrazione dell'offerta con profonde implicazioni per i prezzi", aggiunge Shokhitbayev

Le implicazioni creditizie per le IOC sono eterogenee. La gestione del rischio resta un fattore chiave per la resilienza. Di seguito le previsioni di Shokhitbayev:



A breve termine


- È probabile che l'aumento dei prezzi del petrolio e del gas traduca in maggiori profitti, poiché le IOC mantengono un forte focus sul controllo dei costi.

- È probabile che la maggiore volatilità avvantaggi le divisioni commerciali dei grandi operatori Shell, BP e TotalEnergies, soggette a rigorose politiche di gestione del rischio.


A Medio e lungo termine


- È possibile un maggiore intervento statale, comprese imposte sui profitti straordinari.
- Una minore attività economica dovuta a interruzioni commerciali e a prezzi energetici elevati ridurrebbe la domanda di energia e i ricavi delle IOC.
Le IOC europee presentano livelli diversi di esposizione al conflitto, a seconda del paese di origine e del mix di prodotti. La diversificazione geografica e di portafoglio determina la vulnerabilità delle singole compagnie.


"Le conseguenze della guerra in Medio Oriente si faranno sentire lungo l'intera filiera del petrolio e del gas, con molteplici effetti sui prezzi e sui flussi fisici man mano che i mercati si riequilibrano", conclude Shokhitbayev.

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