Outlook investimenti in AI 2026: 600 miliardi di dollari tra opportunità e pericoli di una nuova bolla
Analisi dei flussi di capitale verso l'Intelligenza Artificiale e le sfide di valutazione per il prossimo anno
Intelligenza Artificiale (IA) domina il dibattito sugli investimenti globali all'inizio del 2026, presentandosi come motore di produttività e crescita. La spinta verso le infrastrutture IA ha già generato un riallineamento massiccio dei capitali, ma ha anche sollevato interrogativi sulla sostenibilità delle valutazioni e sulla concentrazione del mercato.
Il rally azionario tecnologico ha innalzato i multipli degli utili ben oltre la media storica, facendo emergere la questione della sostenibilità. Lucas Klein, Head of EMEA and Asia Pacific Equities, e Marc Pinto, Head of Americas Equities di Janus Henderson Investors, sostengono che l'IA non sia una bolla, ma un cambiamento epocale capace di spingere la crescita globale fino al 3% annuo. Per loro, il paragone più adeguato è l'avvento del motore a vapore e delle ferrovie nella rivoluzione industriale, non l'era di Internet. Aggiungono che le valutazioni attuali "rimangono di un ordine di grandezza inferiore rispetto al picco raggiunto durante la frenesia delle dotcom" (Klein).
Altri osservatori avvertono rischi di euforia. David Pascucci, analista di mercato di XTB (nella foto), riconosce fondamentali più solidi rispetto alla bolla dot.com, ma avverte che il 2026 potrebbe diventare "il momento della verità" per verificare se utili e margini giustifichino gli ingenti investimenti in data center e infrastrutture IA (Pascucci). L'Institutional Investor Outlook Survey di Natixis IM mostra che il 46% degli intervistati teme una bolla sull'IA, con il 35% che prevede un suo scoppio nello stesso anno.
Il ciclo di investimento in conto capitale (Capex) è al centro della trasformazione. Klein e Pinto stimano che la spesa annuale in Capex per infrastrutture IA raggiungerà i 600 miliardi di dollari nel 2026 e potrà salire a 700 miliardi nel 2027. Per i principali hyperscaler, tale investimento è "una questione di sopravvivenza", afferma Pinto.
Tuttavia, la concentrazione di capitale comporta rischi. Rebekah McMillan, Associate Portfolio Manager di Neuberger Berman, individua la "Sostenibilità del ciclo di Capex dell'IA" come il primo rischio per il 2026, ricordando che chi investe massicciamente in Capex spesso sotto performante una volta che la "perfezione è stata scontata", afferma McMillan. Marc Seidner, CIO di Strategie non tradizionali di PIMCO, osserva che la spesa, un tempo finanziata dal flusso di cassa libero, è ora alimentata dall'emissione di debito, e segnala il pericolo degli "accordi circolari" tra hyperscaler e produttori di chip, che amplificano i rischi settoriali.
L'impatto dell'IA si estende anche a livello macroeconomico. William Davies, Global Chief Investment Officer di Columbia Threadneedle Investments, denuncia "chiari segnali di eccesso fiscale" nel modello attuale, analoghi al boom delle dot.com. Christian Schulz, Chief Economist di AllianzGI, conferma che il boom IA sostiene la crescita globale, ma avverte che le valutazioni del settore tecnologico statunitense sono "elevate e caratterizzate da un livello di concentrazione estremo", rendendo cruciale una selezione accurata.
La corsa all'IA è strettamente legata all'energia. Stephen Dover, Chief Market Strategist, e Lawrence Hatheway, Global Investment Strategist del Franklin Templeton Institute, indicano che soddisfare l'enorme fabbisogno energetico dell'IA richiederà investimenti massicci nella produzione, trasmissione e stoccaggio di energia elettrica, con ricadute su ingegneria, materiali di base, terre rare e metalli industriali. Macquarie AM descrive questa dinamica come una "race for power supremacy".
Il fenomeno non è limitato agli Stati Uniti. Sebastian Schrott, European equity portfolio manager di T.RowePrice, prevede che le innovazioni IA possano migliorare significativamente produttività, crescita economica e redditività aziendale in Europa, beneficiando settori tecnologici e industriali. Valentin Bissat, Chief Economist & Senior Strategist di Mirabaud AM, osserva che, sebbene l'IA sia centrale nella strategia di sovranità tecnologica della Cina, la sua diffusione è ostacolata da vincoli energetici e infrastrutturali.
Nonostante il rischio di una correzione a breve termine, Amundi ritiene che gli ingenti investimenti in Capex nel settore tecnologico e nell'Intelligenza Artificiale, combinati con prospettive di utili soddisfacenti, possano "mantenere elevate le valutazioni per un periodo prolungato".

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