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03/12/2025

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Idrogeno in Italia: cosa frena la crescita

Clerici (AGICI): l'Europa guida lo sviluppo globale, ma qui è bloccata da costi energetici troppo alti che rendono la produzione nazionale poco competitiva

I progetti globali per la produzione e il trasporto di idrogeno sono in forte crescita, con l'Europa che si afferma come leader mondiale per numero di iniziative. Nonostante questa spinta comunitaria apra nuove opportunità di mercato, in Italia persistono gravi ostacoli strutturali che minacciano di rallentare la crescita nazionale. È quanto emerso dal Convegno finale dell'Osservatorio sul Mercato Internazionale dell'Idrogeno di AGICI, durante il quale è stata presentata la Roadmap Italia @2030.
Attualmente, si contano oltre 3.100 progetti di produzione e trasporto di idrogeno a livello globale, registrando un aumento del 15% rispetto al 2024. Questo sviluppo è trainato dagli investimenti in infrastrutture dedicate al trasporto della molecola. Di queste iniziative, 870 (quasi il 30% del totale) sono già in fase avanzata di realizzazione. L'Europa guida chiaramente questo settore, concentrando oltre il 40% dei progetti globali, grazie all'impegno nella pianificazione degli Stati membri. Nel contesto europeo, le applicazioni si concentrano soprattutto sui trasporti stradali e nei settori industriali come feedstock (materia prima) o come vettore energetico alternativo al gas.

Nonostante il forte ruolo europeo, l'Italia deve affrontare alcune criticità strutturali che ostacolano la creazione di un mercato nazionale dell'idrogeno attrattivo. Il problema principale è rappresentato dagli elevati costi dell'energia elettrica, che riducono direttamente la competitività della produzione. Dopo un picco nel 2022 a 304 euro/MWh, il prezzo medio italiano si è stabilizzato tra il 2024 e il 2025 intorno ai 110 euro/MWh. Questo livello è significativamente più alto rispetto ad altri Paesi chiave in Europa: la Germania registra 77 euro/MWh, la Spagna 71 euro/MWh, la Francia 54 euro/MWh, e i Paesi nordici scendono fino a 44 euro/MWh.

Questa differenza di costi energetici si traduce in un prezzo di produzione dell'idrogeno notevolmente superiore rispetto al resto del continente. Secondo le stime di AGICI, l'idrogeno RFNBO (prodotto da fonti rinnovabili) in Italia ha un costo medio di 13 euro/kg. Tale cifra è sensibilmente superiore alla media delle offerte ricevute nelle aste della European Hydrogen Bank (EHB), che si attesta tra 5 e 9 euro/kg. Il divario è ancora più marcato se si considerano i combustibili fossili che l'idrogeno è destinato a sostituire, come il gasolio, che si posiziona tra 5 e 6 euro/kg, e il gas naturale, che oscilla tra 2 e 3 euro/kg. Per queste ragioni, la produzione nazionale non è competitiva senza un sostegno ai costi operativi (OPEX) e un quadro di incentivi stabile.

Per superare queste difficoltà e accelerare l'implementazione dell'idrogeno in Italia, AGICI ha proposto la Roadmap Italia @2030. Tra le azioni prioritarie c'è l'introduzione di un incentivo variabile sulla produzione, un meccanismo atteso nel prossimo decreto tariffe, ritenuto cruciale per garantire la competitività immediata della molecola. Lo studio evidenzia che, per raggiungere l'obiettivo di 180 kton entro il 2030 (il 70% del contingente previsto dal PNIEC), saranno necessari fino a 4 miliardi di euro di sostegno OPEX nel solo periodo 2025-2030.
Parallelamente, è essenziale indirizzare gli investimenti verso le aree del Paese che presentano già una domanda significativa e una base progettuale avanzata. I consumi nazionali superano i 500 kton l'anno. Le aree a maggiore consumo sono:
- Sicilia: più di 200 kton.


- Nord-Ovest: oltre 129 kton. - Sardegna: 68 kton. - Puglia: 62 kton. - Nord-Est: più di 46 kton. Questi dati mostrano che la produzione domestica attuale da iniziative PNRR è ancora molto limitata rispetto alla domanda esistente.

"L'idrogeno può rappresentare una direttrice strategica per la decarbonizzazione dei settori 'hard to abate' dei prossimi decenni, ma ad oggi sono ancora molti i quesiti aperti", ha dichiarato Stefano Clerici, Consigliere Delegato di AGICI.  "Una prospettiva europea, un quadro regolatorio stabile, scelte industriali coerenti e un coordinamento efficace tra tutti gli attori coinvolti sono gli elementi fondamentali per mettere a terra rapidamente la strategia nazionale e attivare il mercato dell'idrogeno in Italia".
"L'introduzione di un meccanismo incentivante dinamico, basato sull'andamento dei costi dei combustibili fossili da sostituire, è prioritaria per avviare i primi progetti PNRR e costruire un track record di iniziative di successo da replicare sul territorio nazionale", ha dichiarato Francesco Elia, Responsabile Hydrogen Unit di AGICI. "Un tale strumento di supporto, può, inoltre, abilitare una pianificazione accurata degli investimenti, per un'allocazione ottimale delle risorse pubbliche e private e un modello di sviluppo in grado di rispondere alle diverse esigenze della domanda nazionale".

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