BCE tetragona verso il baratro
BCE e Germania hanno in comune la fobia dell'inflazione e con le loro mosse si dimostrano disposte a tutto, compreso l'autolesionismo. Quest'ultimo non è neppure alieno a Bruxelles e al suo eurofurore, ma è un'altra questione. Nonostante la Fed abbia preso una pausa di riflessione sui tassi e si appresti ad abbassarli, la BCE ha deciso di proseguire i rialzi, ufficialmente per combattere l'inflazione. Evidentemente non si rendono conto che economia e famiglie subiscono i nefasti effetti di queste scelte, con aumenti di prezzi, di mutui e di tassi di credito. Peraltro in un momento in cui materie prime ed energia stanno scendendo, facendo così abbassare di per sé l'inflazione. Ma a Francoforte sono tetragoni ad ogni cambiamento di rotta, anche se - come dicono i dati Eurostat - dovesse portarci nel baratro della recessione. Recessione che sta sperimentando la Germania, con un forte calo per il quinto mese consecutivo dei salari reali. Questo impatta fortemente sui consumi e le vendite al dettaglio. L'idea di fondo è che se i prodotti rimangono sugli scaffali, per vederli il retailer dovrà abbassare i prezzi. Parimenti, se un'azienda non vende i suoi prodotti o servizi, dovrebbe abbassare i listini. Peccato che in breve tempo questo porti alle chiusure di imprese e commercianti.
