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30/03/2022

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Smart AgriFood: raddoppia la superficie coltivata e crescono gli investimenti

Spesa trainata da macchinari connessi (47%) e sistemi di monitoraggio e controllo di mezzi e attrezzature (35%). Oltre il 60% degli agricoltori utilizza almeno una soluzione di Agricoltura 4.0


La crisi tra Russia e Ucraina, con il conseguente aumento di energia e prodotti per l'allevamento, ha decisamente cambiato le carte in tavola, portando alla luce il tema della autosufficienza alimentare.
E questo può essere un bene per chi investe e opera in un settore che, nonostante la crisi COVID-19, negli ultimi due anni l'Agricoltura 4.0 ha continuato il percorso di crescita ed evoluzione in Italia.

Smart AgriFood: raddoppia la superficie coltivata e crescono gli investimenti

Il mercato è infatti esploso, passando dai 540 milioni di euro di fatturato del primo semestre del 2020 a 1,3 miliardi a fine 2020, fino ad arrivare a 1,6 miliardi nel 2021 (+23).
Una crescita guidata dalla spesa per macchine e attrezzature agricole nativamente connesse, pari al 47% del mercato e in aumento del +17%, seguita da quella per sistemi di monitoraggio e controllo applicabili a mezzi e attrezzature agricole post-vendita (35%).
In parallelo, è cresciuta la superficie coltivata con strumenti di Agricoltura 4.0 da parte delle aziende agricole, che nel 2021 ha toccato il 6% del totale, il doppio dell'anno precedente.
Il 60% degli agricoltori italiani nel 2021 utilizza almeno una soluzione di Agricoltura 4.0, +4% rispetto al 2020, e oltre quattro su dieci ne utilizzano almeno due, in particolare software gestionali e sistemi di monitoraggio e controllo delle macchine.

Smart AgriFood: raddoppia la superficie coltivata e crescono gli investimenti

Si segnala anche la crescente attenzione ai sistemi di analisi dei dati e supporto delle decisioni, confermata dal 26% di aziende agricole che prevede investimenti in questo ambito dell'Agricoltura 4.0 per il prossimo futuro.
La crescita del mercato è trainata dagli incentivi, in particolare dalle agevolazioni dei Programmi di Sviluppo Rurale e dal Piano transizione 4.0: tre quarti delle aziende agricole hanno impiegato almeno un incentivo di Agricoltura 4.0 e l'84% sostiene che abbiano avuto un impatto determinante sulle scelte di investimento, consentendo di anticiparli (per il 44% delle aziende), di investire in più soluzioni (20%) o in una soluzione più costosa (20%).

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Anche se non mancano le criticità, in particolare l'eccesso di burocrazia e incentivi non del tutto mirati alle esigenze delle aziende agricole.
Sono questi alcuni risultati della ricerca realizzata dall'Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell'Università degli Studi di Brescia.
"Sempre di più gli attori della filiera agroalimentare riconoscono le opportunità ed i benefici dell'innovazione digitale che oggi rappresenta una leva strategica per la resilienza e la competitività del settore", afferma Andrea Bacchetti, Direttore dell'Osservatorio Smart AgriFood (nella foto). "Lo certifica l'importante crescita del mercato e della superficie coltivata con strumenti di Agricoltura 4.0, sostenute certamente dagli incentivi fiscali legati al credito d'imposta, che in particolare hanno contribuito al rinnovo del parco macchine, ma avrebbero potuto avere un impatto ancora maggiore se fossero stati pensati specificatamente per il settore agricolo.

La Smart Agrifood ha compiuto molta strada, ma molta ne resta da percorrere, a cominciare dalla necessità di aumentare la superficie coltivata con pratiche 4.0 e il ricorso ad applicazioni che integrino i diversi stadi della catena del valore".
"Sempre più centrale sarà il ruolo dei dati - continua Chiara Corbo, Direttrice dell'Osservatorio Smart AgriFood (nella foto) - e la loro valorizzazione lungo tutta la filiera.
E del resto, l'indagine sui consumatori finali conferma che gli italiani sono sempre più attenti alla tracciabilità e alle caratteristiche di ciò che mettono nel piatto.
E, in questa linea, il settore agroalimentare continua a guardare con forte interesse alle tecnologie Blockchain.
Ma sarà necessario incrementare la cultura digitale e la fiducia nelle potenzialità delle tecnologie.
Oggi, infatti, solo una minoranza degli italiani impiega in modo sistematico strumenti digitali per informarsi su ciò che acquista e meno della metà di quelli che conoscono la Blockchain hanno fiducia nelle sue potenzialità per la sicurezza.

Una situazione che non deve scoraggiare le aziende del settore agrifood nell'adozione di questi strumenti, ma guidare scelte consapevoli sulla selezione delle soluzioni da utilizzare a seconda del pubblico, degli obiettivi e del prodotto".

Il digitale per la tracciabilità alimentare

Tra i fattori che stanno guidando l'innovazione nel settore agroalimentare, emerge con forza la richiesta di una maggiore trasparenza e sicurezza.
La tracciabilità è uno degli ambiti in cui le aziende stanno maggiormente utilizzando il digitale, anche per finalità di marketing e comunicazione nei confronti del consumatore finale. Secondo l'indagine condotta dall'Osservatorio Smart AgriFood sui consumatori, oltre metà degli italiani (53%) ricerca sempre o spesso informazioni legate alla tracciabilità del cibo che acquista.
Il 35% lo fa ogni tanto e soltanto il 12% non è interessato.

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Tra le varie informazioni, c'è attenzione in particolare per la provenienza geografica, tanto che l'italianità del marchio e l'origine della materia prima sono i fattori che maggiormente influenzano l'acquisto.
Il sito internet è lo strumento principale per avere accesso alle informazioni di tracciabilità sul prodotto, consultato spesso dal 22% dei consumatori, seguito dalle piattaforme social di terze parti (13%) e dai QR Code (13%), mentre sono ancora poco diffusi strumenti come NFC e realtà aumentata.
Per quanto vi sia disponibilità da parte del consumatore a ricevere informazioni, l'utilizzo sistematico delle tecnologie digitali per approfondire la propria conoscenza sui prodotti agroalimentari acquistati è ancora piuttosto limitato.

La Blockchain

Il settore agroalimentare continua a guardare con forte interesse alle tecnologie Blockchain & Distributed Ledger: l'agrifood è il quarto settore per adozione di questa tecnologia nei progetti internazionali.

In Italia però solo il 6% i consumatori ha già sentito parlare di applicazioni della Blockchain nel settore agrifood e ben il 60% non ne ha mai sentito parlare in generale.
Tra i consumatori che conoscono la tecnologia, il 45% ha fiducia nelle sue potenzialità per poter garantire maggiore sicurezza dei prodotti alimentari grazie a controlli più efficaci e il 51% ritiene che possa dare accesso a informazioni più affidabili.
Gli attori del settore agrifood guardano con interesse alla Blockchain soprattutto per obiettivi di marketing e comunicazione (54% dei casi), ma nel 47% dei casi anche per una maggiore efficienza nei processi di gestione e coordinamento della supply chain e nel 26% per una supervisione dei processi al fine di migliorare la sostenibilità della filiera.
Nel 13% dei progetti, inoltre, si punta a rendere più efficaci ed efficienti le procedure legate al richiamo dei prodotti in caso di criticità.

L'implementazione della Blockchain nel settore continua a essere spinta dai soggetti a valle della filiera, in particolare grandi attori della trasformazione e della distribuzione, ma rispetto al passato aumentano i casi in cui sono i produttori di materia prima (agricoltura e allevamento) e di input produttivi a rendersi promotori.

Le startup

Continua a crescere il numero di startup dello smart agrifood, così come i finanziamenti raccolti, Nel 2021 le oltre 750 imprese censite a livello globale hanno totalizzato oltre 15 miliardi di dollari di raccolta. Oltre il 60% delle startup è distribuito tra Nord America e Europa, ma la maggioranza dei finanziamenti è erogata in Asia, in particolare in Cina (per la forte diffusione dell'eCommerce), con un importante ruolo di Paesi come gli Emirati Arabi, Singapore e Arabia Saudita per l'attenzione alla food security e all'autosufficienza per la produzione di prodotti agroalimentari.

L'Italia è tra i primi 10 Paesi per numerosità di startup, ma incide meno dell'1% sui finanziamenti ricevuti.
Le startup internazionali nello smart agrifood si rivolgono principalmente ai due estremi della filiera agroalimentare: ai consumatori, con servizi di eCommerce o applicazioni/servizi per informazioni sulla tracciabilità dei prodotti o sullo stato di conservazione e freschezza, e alle aziende agricole, con soluzioni di Agricoltura 4.0 per la mappatura e il monitoraggio da remoto delle coltivazioni o delle macchine agricole, e per la gestione d'impresa.
Cresce l'attenzione per i sistemi di Indoor Vertical Farming e per la gestione delle eccedenze alimentari.



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