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16/03/2022

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Industria calzaturiera: nel 2021 crescono fatturato ed export

Siro Badon (Assocalzaturifici): la ripresa è a macchia di leopardo e solo un'azienda su tre ha raggiunto i livelli pre-covid. Poniamo molte aspettative sul prossimo Micam, momento fondamentale per il business


Il settore della calzatura negli ultimi due anni non ha avuto vita facile, anche se nell'ultimo anno ha visto una ripresa, ma siamo ancora lontani dai livelli pre-covid.
L'avvicinarsi della manifestazione internazionale Micam, in programma dal 13 al 15 marzo 2022 a Fiera Miano Rho, è l'occasione per fare il punto della situazione con Siro Badon, Presidente di Assocalzaturifici.

Come il vostro comparto ha attraversato la pandemia?

Dopo il crollo del 2020, anno in cui è stato duramente penalizzato dal lockdown e dalle restrizioni durante le due ondate pandemiche, il nostro settore è ripartito, con un fisiologico rimbalzo nel secondo trimestre cui è seguito un recupero con intensità più contenuta.

Industria calzaturiera: nel 2021 crescono fatturato ed export

La ripresa è però a macchia di leopardo e spesso ancora insufficiente a ripianare le perdite aziendali.
Basti pensare che solo una azienda su tre ha raggiunto i livelli pre-covid. MICAM è dunque atteso dagli operatori come momento fondamentale per il business, l'occasione insostituibile per procedere alle contrattazioni degli ordini e, penetrando i nuovi mercati e consolidando gli esistenti, rafforzare l'export.
A tal proposito, non possiamo non esprimere profonda preoccupazione per le drammatiche conseguenze che le sanzioni economiche inflitte al sistema bancario russo, a seguito del conflitto in Ucraina, causeranno alle vendite delle aziende italiane su questo mercato fondamentale.
La campagna ordini stava promettendo molto bene nonostante la coda della pandemia, l'instabilità e le tensioni politiche.
Ora il crollo della valuta e l'impossibilità di transare finanziariamente su diverse banche mettono a rischio l'ennesima stagione, nonostante la volontà di tanti clienti di visitare la manifestazione per perfezionare gli acquisti.

Può fare un consuntivo del 2021 per il comparto?

Il comparto calzaturiero italiano ha segnato una ripresa nel 2021.Secondo gli ultimi dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assocalzaturifici, l'anno scorso ha registrato un incremento del fatturato del +18,7% sul 2020 attestandosi a 12,7 miliardi di euro.

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Un valore però ancora inferiore all'epoca pre-covid (-11% rispetto al 2019).
L'accelerazione dell'export nel quarto trimestre ha permesso al calzaturiero di archiviare il 2021 mantenendo gli incrementi a doppia cifra che avevano caratterizzato la prima metà dell'anno.
Dopo il crollo del 2020, anno in cui è stato duramente penalizzato dal lockdown e dalle restrizioni durante le due ondate pandemiche, il settore è ripartito, con un fisiologico rimbalzo nel secondo trimestre cui è seguito un recupero con intensità più contenuta.

Tutte le principali variabili mostrano incrementi non trascurabili in valore, compresi tra il +15 e il +20% (spesa delle famiglie italiane +15,6%, produzione ed export attorno al +17%; fatturato +18,7%).
Ma la ripresa è a macchia di leopardo e spesso ancora insufficiente nel ritmo, tanto che gran parte delle imprese non ha ancora raggiunto i ricavi 2019 antecedenti l'emergenza sanitaria.

Quali sono state le grandi differenze tra i grandi gruppi internazionali del lusso e le piccole-medie aziende?

Se i grandi gruppi internazionali del lusso hanno ripreso a correre, trainando le vendite estere settoriali, molte piccole e medie aziende non sono ancora di fatto riuscite a superare lo shock pandemico.
Inoltre la digitalizzazione, un fronte su cui molti hanno accelerato a causa dell'emergenza, è risultato un terreno ostico per le imprese di dimensioni più contenute e meno strutturate per questo passaggio epocale.

Auspichiamo che gli eventi internazionali non abbiano troppe ripercussioni sul nostro comparto produttivo che rappresenta un fiore all'occhiello del made in Italy.

Cosa è cambiato in termini occupazionali? Che cosa prevedete per quest'anno?

L'impatto della pandemia c'è stato e molte imprese hanno risentito della crisi.
Dal punto di vista occupazionale, nel 2021 si contano in Italia 3.981 calzaturifici attivi, con un saldo negativo di -171 unità rispetto a dicembre 2020.
La forza lavoro settoriale è scesa a 70.586 addetti, -1.296 sul 2020 (-1,8%).
Considerando anche i produttori di componentistica, i saldi precedenti salgono a -312 aziende e -2.067 addetti rispetto al 2020, tra industria e artigianato.
Il numero di imprese attive cala in tutte le regioni.
Con riferimento agli addetti, Campania e Puglia risultano le uniche in controtendenza (+95 e +148 unità.

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L'emergenza non è finita, non a caso numerose sono quelle tuttora in difficoltà, come mostra il ricorso agli ammortizzatori sociali rimasto su livelli eccezionali, benché in calo rispetto al 2020.

L'export è sempre stato uno dei punti di forza del settore.
Cosa vi aspettate per il 2022?

L'export è sempre stato un driver fondamentale per il nostro comparto.
Sulla ripresa però ci sono delle ombre emerse dagli ultimi avvenimenti di cronaca.
pesa l'incognita dell'operazione militare della Russia in Ucraina con rischi per l'impatto commerciale sull'interscambio delle nostre aziende con questi Paesi, che sono tra i prioritari, con una clientela che risponde ad una domanda di beni di lusso e di fascia alta.
Due mercati verso cui l'Italia ha esportato complessivamente nel corso del 2021 calzature per circa 317 milioni di euro e che stavano lentamente riavvicinandosi (con un +9,3% complessivo sul 2020) ai livelli pre-Covid (nel 2019 l'export verso i due Paesi valeva 346,4 milioni di euro).

Nel dettaglio, l'export ha raggiunto in valore (10,3 miliardi di euro a consuntivo) il secondo miglior risultato di sempre, anche al netto dell'inflazione.
Bene, in particolare, le prime due destinazioni, ovvero Svizzera (+16,2% in valore sul 2020, nei primi 11 mesi) e Francia (+24%), tradizionalmente legate al terzismo; ma anche USA (+42%) e Cina (+37,5%) che ha già abbondantemente superato i livelli 2019.
Tra i primi 20 mercati di sbocco, solo 3 hanno registrato nel 2021 un segno negativo: Regno Unito, Giappone e Corea del Sud (che ha così interrotto la forte e costante crescita degli anni precedenti).
Infine si guarda con preoccupazione alla crisi russo Ucraina che inevitabilmente frenerà la ripresa appena descritta data l'importanza strategica dei due mercati per la calzatura italiana.

Quali saranno le novità del Micam?

Con 821 brand, saranno ancora una volta protagoniste le collezioni per la stagione A/I 2022-2023 con numerose proposte per ogni occasione per l'uomo, la donna e il bambino.

Tra i marchi che tornano Bikkembergs, Frau, Jeep, Nerogiardini, Nine West, Wrangler.
Inoltre, per consentire agli espositori importanti occasioni di business, ci saranno oltre 100 operatori internazionali tra buyer e giornalisti provenienti da Europa, Africa, Usa, Canada, Sud Est Asiatico, Area del Golf, individuati da Ice Agenzia che da sempre collabora attivamente per aiutare a costruire un momento qualificato e concreto per il business delle aziende in mostra.
Ampio spazio alla sostenibilità con la nuova area MICAM Green Zone, che si preannuncia come un laboratorio di idee e un momento di promozione per tante aziende.
Sarà divisa in diversi settori tra i quali una mostra di calzature di aziende espositrici che esprimono delle provocazioni di sostenibilità secondo i materiali, i sistemi di produzione, il ciclo di vita del prodotto.
In particolare sarà il trampolino di lancio di VCS (Verified and Certified Steps), il marchio di certificazione di proprietà di Assocalzaturifici, studiato per l'industria calzaturiera che punta ai più alti standard di sostenibilità: VCS garantisce un approccio sostenibile, la qualità e l'eccellenza manifatturiera e vuole essere un simbolo riconosciuto da buyer, operatori di settore e istituti finanziari.

Ritorna poi l'area dedicata agli Emerging Designers con la presenza di 10 creativi provenienti da Italia ed Europa.
Come sempre nel padiglione 1, sarà allestita l'area MICAM X, il laboratorio di idee dedicato all'innovazione, che offrirà incontri e iniziative dedicati ai quattro grandi temi su cui si basa: Retail del futuro, Sostenibilità, Tendenze e materiali, Art Fashion Heritage & Future.
Tutti i giorni verranno organizzati seminari e presentazioni con l'obiettivo di creare sempre nuovi stimoli anticipando gli scenari futuri.



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