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09/03/2022

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In Italia le donne CEO sono salite al 20% ma siamo ancora indietro a livello globale

Martina Cellana e Maria Grazia Apuleo (Grant Thornton): oltre il 70% delle aziende nel Mid Market a livello globale sta lavorando per creare un ambiente più inclusivo per attrarre e trattenere i talenti femminili

Nel 2022 le donne detengono il 32% delle posizioni aziendali di comando, 2 punti percentuali in più rispetto all'anno precedente, nonostante il protrarsi della pandemia abbia rallentato le economie di tutto il mondo.
E' quanto rileva il secondo Rapporto annuale Women in Business curato dal network di consulenza internazionale Grant Thornton.

In Italia le donne CEO sono salite al 20% ma siamo ancora indietro a livello globale

Tutte le macroaree a livello globale hanno superato la soglia del 30% di donne che detengono ruoli dirigenziali inclusa l'APAC, che era stata l'unica regione a non raggiungere questo traguardo nel 2021.
A livello geografico è il Sud Africa a registrare il dato più alto con il 42% delle aziende con donne ai vertici, seguito dalla Turchia e dalla Malesia entrambe con il 40%.
Mentre, dando uno sguardo ai settori, il primo classificato è quello dell'healthcare con il 39%, seguito dai settori del turismo e dell'estrazione, entrambi con il 37%, mentre gli "ultimi" classificati sono risultati il settore manifatturiero e quello dei trasporti con solo 28% e il 29% di donne in posizioni di leadership.
La ricerca di Grant Thornton, rispetto allo scorso anno, registra una decrescita a livello globale del numero di CEO donne (-2%, ora al 24%), mentre presenta un lieve aumento per quello di CFO donne (+1%, ora al 37%) e di COO donne (+2%, ora al 24%) così come la percentuale di donne nei ruoli senior più tradizionali passando da 31% nel 2021 a 32% nel 2022.

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La ricerca mostra che il 95% dei leader aziendali del Mid Market sta prendendo provvedimenti per creare una cultura più inclusiva e oltre il 70% delle aziende sta lavorando per creare un ambiente più incusivo per attrarre e trattenere i talenti femminili promuovendo l'equilibrio tra lavoro e vita privata e/o flessibilità per i dipendenti (47%, 2 punti in più rispetto al 2021), introdurre nuove pratiche di lavoro per coinvolgere in modo più ampio tutte le figure professionali, incluso il lavoro virtuale e flessibile (44%, 7 punti in più rispetto al 2021) e creare un ambiente di lavoro in cui tutti i colleghi possano condividere idee, problemi e domande (44%, 1 punto in più rispetto all'anno precedente).

A livello globale il 73% delle imprese intervistate ritiene che le nuove pratiche lavorative a seguito del Covid (in particolare lo smartworking e l'utilizzo più ampio delle nuove tecnologie) andranno a beneficio delle traiettorie di carriera delle donne a lungo termine con un aumento del +4% rispetto al dato del 2021.

Anche in Italia la situazione migliora

Per quanto riguarda la situazione in Italia, le posizioni di CEO occupate dalle donne nel 2022, seppur di poco, sono aumentate rispetto all'anno precedente con il 20% di donne ai vertici aziendali (erano il 18% nel 2021) e il 30% nei ruoli nel senior management (29% nel 2021).
Sempre nel nostro Paese, le donne che detengono posizioni di leadership rappresentano oggi il 30% (+1% rispetto al 2021).
Nonostante il punto percentuale in più, il nostro Paese rimane in fondo alle 30 economie mondiali analizzate su questo fattore.

Allo stesso tempo risulta in calo la percentuale di aziende senza presenze femminili nel senior management che attualmente si assesta al 12% rispetto al 23% dello scorso anno portando così l'Italia in linea con gli altri paesi europei.
Secondo Martina Cellana, Manager di Grant Thornton Financial Advisory Services, "per preservare quanto ad oggi ottenuto ed evitare inversioni di marcia, è fondamentale insinuare all'interno di ogni organizzazione misure e azioni volte alla sensibilizzazione in tema di engagment&inclusion e a una cultura di ascolto.
Come donne è inoltre necessario far sentire la propria voce, non arrendersi e sfruttare i traguardi ad oggi raggiunti, per continuare a costruire un mondo professionale meritocratico ed equo, impegnandosi quotidianamente a scardinare uno status quo ancora ingombrante.
Ritengo che sia fondamentale in un percorso di crescita professionale trovare il coraggio di chiedere e far parte di un'organizzazione in grado di ascoltare e accogliere
".

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Maria Grazia Apuleo, Manager di Bernoni Grant Thornton commenta: "come evidenzia il Report, l'occupazione femminile nel nostro Paese, seppur in lieve crescita, è carente; l'aumento della presenza di donne che ricoprono posizioni senior è decisamente esiguo.
L'impegno nell'accelerare le pari opportunità non è mai stato così importante quanto in questo momento storico.
Durante la pandemia, infatti, le difficoltà già presenti nei luoghi di lavoro sono affiorate con più evidenza.
Tuttavia, - prosegue Apuleo - il periodo appena passato ha mostrato come la salute e il benessere di un'azienda dipenda anche dallo stato emotivo e psicologico delle persone e in Grant Thornton ci impegniamo proprio nella costruzione di un ambiente rispettoso e aperto all'ascolto, valorizzando quotidianamente prospettive e culture diverse.
Per essere un'affidabile woman in business è necessario, difatti, avere il supporto di una realtà aziendale definita e stabile, una struttura sensibile che promuova l'equilibrio di genere senza pregiudizi e discriminazioni
".

Secondo il report di Grant Thornton con l'impatto del Covid-19 si sta assistendo a pratiche aziendali sempre più inclusive progettate per attirare i potenziali dipendenti e preservare i talenti.
Queste modalità vanno a vantaggio di molte donne che, in passato, erano limitate da approcci più tradizionali al lavoro ed è importante continuare a incentivare azioni concrete, volte a eliminare le diversità di genere, e creare le giuste condizioni affinché le donne possano crescere nelle posizioni di leadership, in un ambiente lavorativo dinamico e competitivo.



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