21/07/2021

editoriale

La BCE costringe le banche a creare NPL 

Il problema del credito alle imprese in Italia si è fatto pericoloso. Sotto la guida della francese Nouy la Commissione della BCE aveva messo nel mirino le nostre banche, grazie ad un indirizzo sui debiti non performanti (NPL) che di fatto penalizzava quasi solo l'Italia, costringendo i nostri istituti a svenderli mettendo così sul lastrico imprese e famiglie. E con lo shock economico ancora in corso si prepara una nuova tornata, come ammesso in Commissione Finanze Tesoro da Andrea Enria, Presidente del Consiglio di Sorveglianza della BCE. Per Francoforte la pandemia con le sue restrizioni e lockdown, il calo di PIL e consumi, non sono motivi sufficienti per rivedere la normativa di classificazione dei clienti bancari. E in più gli istituti di credito devono accantonare altri fondi per affrontare eventuali default da NPL, togliendoli dalla disponibilità di erogazione. Prendiamo atto che chi non ha fatturato perché chiuso per decreto legge o perché non viene a sua volta pagato viene iscritto nel libro dei cattivi.

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Pensiamo ad hotel o ristoranti, ma anche attività autonome o interi settori cui è stato impedito di lavorare. Ad alcuni ancora adesso, compresi esercizi con accesso contingentato. Senza contare le aziende che non riescono ad esser pagate dallo Stato. Passano pochi giorni e il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco all'assemblea dell'ABI ha riproposto il tema dei cattivi pagatori e di come le banche dovrebbero identificarli precocemente. Gli istituti dovrebbero decidere in misura più o meno draconiana le imprese destinate a sopravvivere e quelle che non ce la faranno. Come? Naturalmente utilizzando i vecchi strumenti di analisi, che non tengono alcun conto che da 18 mesi c'è una pandemia e che le misure di contenimento italiane sono state particolarmente severe. A questo punto il disegno è chiaro. Davanti a un duplice crollo di domanda e offerta, con il PIL che ha subìto un calo che neanche nella II guerra mondiale, si spinge sulle banche affinché i canali del credito si restringano ancora di più e si creino così nuovi Non Performing Loans, che a loro volta azzopperanno i bilanci degli istituti. Invece di istituire strumenti per capire quali realtà siano effettivamente decotte e quali siano le aziende-zombie, si preferisce dare l'ennesima mazzata generale alla nostra economia.

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Perché ce lo chiede l'Europa.

 



Claudio Gandolfo


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