02/06/2021

editoriale

Il chiodo fisso dell'aumento delle tasse

La recente proposta di aumentare le tasse di successione e sui patrimoni al di sopra dei 2 milioni di euro ha riproposto il tema in termini di "restituzione". Un termine che sembra uscito da un'ideologia vecchia di due secoli in cui l'essere diventato ricco presumeva aver spogliato i più deboli. Come se fare impresa non dovesse portare a utili. Si restituisce un qualcosa che non ci appartiene, ma in questo caso nessuno ha derubato nessuno, se no sarebbe un reato penale. Peraltro, i veri ricchi hanno ormai scudato il proprio patrimonio, magari con società all'estero e in modo assolutamente legale, per cui non sarebbero praticamente toccati. In ogni caso Draghi ha rimandato al mittente la proposta ribadendo il concetto che "non è il momento di togliere soldi dalle tasche degli italiani, ma di metterceli". Resta però la voglia da parte di qualcuno di tassare ulteriormente. Un chiodo fisso. Una famosa massima di Churchill recitava: "una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi tirando il manico".

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Difficile spiegarla meglio, ma c'è sempre chi pensa che in Italia non si paghino abbastanza tasse, nonostante siamo sui livelli più alti nel mondo occidentale e che da anni siamo in avanzo primario, dove lo stato spende meno di quanto incassi. Certo, c'è la sempreverde evasione fiscale. Peccato che le modalità in cui l'Istat calcoli l'economia "sommersa" siano statistiche e includano anche fattori che con l'economia reale c'entrano poco, come il giro di affari della criminalità organizzata, spaccio, contrabbando o la prostituzione. Serve a tenere alto surrettiziamente il valore del Pil nazionale. Però per molti il problema sono commercianti, idraulici e partite IVA. A smontare questa narrativa ci pensa l'Eurostat, indicando come il valore italico dell'economia "sommersa" sia in linea con gli altri Paesi. Peraltro, in Germania si indica una certa percentuale di "nero" fisiologica e funzionale all'economia. Ed è un Paese in cui non vi sono limiti al pagamento in contanti: sarà per questo che hanno aliquote di tassazione più basse delle nostre?

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Invece sui nostri media è tutto un florilegio di dichiarazioni a favore di una tassa che narrata come un qualcosa che toglie ai ricchi per distribuire ai diciottenni. Ma che ci si fa con 10mila euro, specialmente adesso che chi vuole questa tassa ha reintrodotto l'obbligo di passare da un notaio per la costituzione di una startup? Ma hanno idea di cosa parlano? Inoltre, quanti ricchi devono morire ogni anno per assicurare i circa 7 miliardi previsti? Va bene che nel 2020-21 causa pandemia ci hanno lasciato moltissimi over 80, ma non è che andando a depredare le famiglie dei morti si rilancia il Paese. La realtà è nei numeri. Senza contare che se poi l'eredità è in titoli di stato e/o in immobili, diventa ancora più complicato. Chi propone queste idee non sa che ogni anno i proprietari di immobili pagano già una corposa tassa, anche se hanno ancora il mutuo da pagare? C'è stato in un recente passato qualcuno che ha definito "una cosa bellissima" le tasse. La stragrande maggioranza degli italiani non la pensa come lui. Si vede che non aveva problemi a pagarle, come chi ne propone di nuove.

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Giusto ricordare chi li definiva Tassassini



Claudio Gandolfo


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