05/05/2021

editoriale

Editoriale Un coprifuoco contro il commercio e il turismo

Con il nuovo decreto governativo si è deciso di confermare il coprifuoco alle ore 22:00. Da più parti si chiedeva, visto che si va verso la bella stagione, di portarlo almeno alle 23:00, come scelta politica in assenza di prove scientifiche sulla sua efficacia nella lotta contro la pandemia. Sessanta minuti che per bar e ristoranti avrebbero avuto un peso enorme sul fatturato già scarno. Un turno in più di servizio per ristoranti, qualche gelato o drink in più per bar e caffetterie, che avrebbe aiutato anche l'occupazione. Invece no, si prosegue come se fosse una linea del Piave inderogabile, passata la quale torme di assembramenti potrebbero scatenare la quarta ondata dell'infezione. Facciamo sommessamente notare che in Spagna il coprifuoco è da sempre alle 23, ma sarà certamente a causa di uno stile di vita diverso dal nostro, e non comporta affatto un maggior numero di contagi, anzi. E poi ci sarebbe una piccola questione che ancora non è assurta agli onori delle cronache. Su esplicita richiesta dell'UEFA l'11 giugno si terrà a Roma una partita del campionato Europeo per le nazionali, e il governo si è impegnato a garantire il 25% della capienza dell'Olimpico occupata dai tifosi.

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Al di là di quanti saranno, visto che la gara avrà inizio alle 21:00, come faranno gli spettatori a rimanere nello stadio fino alla fine della partita? Usciranno dopo il primo tempo? E come torneranno a casa a fine partita? Forse si sa già che per quell'epoca la sera si potrà uscire oltre le 23:00? Alla luce di questa considerazione appare chiaro che il coprifuoco alle 22:00 sia una scelta esclusivamente politica che finisce per penalizzare tutto il sistema di ristoranti, bar e l'intera filiera turistica. Infatti, chi andrebbe in vacanza in un posto che chiude tutto alle 22? E poi che si fa, si gioca a carte in camera? Una scelta che appare ancor più scellerata se confrontata con le decisioni degli altri Paesi nostri competitori nel turismo (Grecia, Spagna, Croazia, Portogallo, ecc), che si attrezzano persino con le isole Covid-free. Loro si stanno organizzando per richiamare pubblico per l'estate, il governo sta facendo di tutto per scoraggiare a venire qui. Scelte, appunto.

 



Claudio Gandolfo


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