31/03/2021

editoriale

Editoriale Con questo Draghi l'Italia può farcela 

La gran parte della platea che riceverà i fondi del nuovo decreto legge sugli aiuti alle imprese riceverà una cifra irrisoria, quasi offensiva per chi si aspettata un cambio di passo con il governo Draghi. C'è però da dire una cosa: la cifra del decreto (30 miliardi) era stata stabilita dal governo Conte a gennaio, per cui adesso quelli ci sono e quelli si possono spendere. E per questo il Presidente del Consiglio ha detto che "è una risposta parziale ma il massimo che abbiamo potuto fare all'interno di questo stanziamento". Peraltro ha subito annunciato che già ad aprile ci sarà un'altra richiesta al parlamento per un nuovo sforamento di bilancio: "non è il momento di chiedere i soldi ai cittadini, ma di darli, a tutti, il più velocemente possibile". Questa volta, si spera, la richiesta alle camere sarà ben più corposa e quindi in grado di fornire sostegno reale a imprese e famiglie. C'è già chi ipotizza 100 miliardi, che sono tanti, ma se fossero stati stanziati e spesi un anno fa ora non saremmo in queste condizioni.

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La Germania per il 2021 ne ha già stanziati 240. Se pensiamo che Gualtieri pensava che fossero sufficienti 3,6 miliardi... Draghi ha già fatto capire, anche dalla quantificazione di quanto mettere in campo, che almeno adesso c'è più contezza della situazione in cui è precipitato il Paese. Intere filiere distrutte, consumi in continuo calo, e milioni di aziende (dalle grandi alle micro) e lavoratori alle prese con una crisi di cui non si vede la fine. E che dobbiamo fare da soli, visto che dalla UE arriveranno briciole per quest'anno. Forse. Che il Recovery Fund sia ben poca cosa (750 mld in totale) e che arriverà con troppo ritardo, fino al 2026, l'ha fatto capire anche la BCE, nelle parole di Isabel Schnabel, economista tedesca membro del comitato esecutivo della Banca Centrale, strapazzando in modo inusitato la Commissione: "ciò che conta ora è che i fondi europei concordati vengano erogati il più rapidamente possibile". E invece siamo ancora alle bozze. Francamente un'ammissione di poca reattività che stride con il piano da 1900 miliardi di dollari in tre trimestri messo in campo da Biden in pochi giorni. Tenendo poi conto che dei soldi di Bruxelles solo una parte sono a fondo perduto (con infiniti vincoli di spesa) mentre il grosso sono prestiti.

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Ma come ha detto Draghi, "se il coordinamento europeo funziona, bene. Sennò bisogna andare per conto proprio. Questo è il pragmatismo".  E con i tassi bassi della BCE possiamo finanziarci senza grossi problemi, visto che vincoli sono sospesi. "Verrà il momento di guardare al debito pubblico ma non è questo, in un'economia sostanzialmente in recessione. Non è questo il momento di pensarci. Le regole del Patto di Stabilità verranno discusse ed è difficile che restino uguali: in Germania è stata avanzata una richiesta di debito, in Spagna e Francia anche", ha chiarito il premier.

Quindi adesso non ci sono più scuse per non aiutare l'economia e le famiglie. Draghi i conti li sa fare.



Claudio Gandolfo


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