03/02/2021

editoriale


Da Bruxelles solo cavoletti amari 

Ma com'è che da Bruxelles per l'Italia arrivano solo cavoletti amari?
Come riportato anche dal Financial Times il Resilience and Recovery Fund (RRF), ibridato con il Next Generation EU, non è altro che uno strumento per forzare le solite riforme di austerità volute dai Paesi del Nord, quindi portare la recessione permanente per il Sud.
Ne abbiamo parlato più volte, dimostrando che i fondi sarebbero arrivati solo se avessimo accettato le condizioni presenti nel TFUE originale.
E che poi sono ogni volta ricordate dalle "Country specific raccomandations" che arrivano dalla Commissione periodicamente, riassumendo i compiti da fare a casa. Questi comprendono sempre riforme in tema di pensioni, lavoro, Pubblica Amministrazione, giustizia  e, soprattutto, una riforma del catasto con annessa patrimoniale sulla casa.
E che il Recovery Fund sia un metodo più o meno coercitivo di vassallaggio per spingere i governi a fare queste riforme se ne sono accorti anche in Spagna, quando si sono visti respingere dall'Eurogruppo i progetti di spesa per i fondi perché non era compresa la riforma delle pensioni come l'avevano pensata a Bruxelles.

Seguici: 

Ecco un esempio delle condizionalità che, secondo il nostro governo, dovevano essere lievi, attenuate e comprensive verso i Paesi del Sud.
Quello che i Paesi del Nord non sono riusciti ad ottenere con il MES, intendono averlo con il Recovery Fund. Altro che miliardi piovuti dal cielo: vogliono la patrimoniale.
Giova ricordare che i soldi della UE provengono dal bilancio comune, che quindi già paghiamo anche noi, a cui si assommano varie tasse comunitarie in vigore da quest'anno (imposta sulla plastica, sulle società ecc.).
In pratica, prima paghiamo le nostre quote per intero - senza gli sconti ottenuti da Germania e Olanda (rebate) - e poi si prenderanno in esame i progetti presentati.
E in sede di verifica, ci verranno chieste le riforme (austerity). Senza di quelle stop ai fondi, come per la Spagna. Peraltro, nel 2021 sono previsti in arrivo solo meno di 20 miliardi di euro, una cifra inferiore ad una emissione di BTP.
A questo proposito non può passare sotto silenzio che dal MEF di Gualtieri casualmente nell'ultimo trimestre 2020 ci sia stato un vistoso calo di emissioni (unici in Europa), proprio quando la BCE le copre totalmente a tassi negativi.
Al governo non servivano fondi per contrastare la crisi o si vuol preparare il terreno ad una mancanza di liquidità autoindotta?
Eppure secondo la CGIA di Mestre con la pandemia le attività economiche hanno subito perdite per 423 miliardi, a fronte di ristori per soli 29 miliardi.

Seguici: 

E stiamo ancora ad espettare i soldi dall'Europa?
I mitologici 209 miliardi non sono altro che tasse aggiuntive per un Paese che è sull'orlo del baratro.
Motivo sufficiente per guardarli con estrema diffidenza.
E fare per conto nostro. 

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Claudio Gandolfo


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Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo

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