27/01/2021

editoriale


Torna Monti e ci riprova con l'austerity 

Il Senatore Mario Monti è passato alla storia italiana per aver provocato la crisi del 2012 da cui non ci siamo più ripresi.
Tasse sulla casa e Legge Fornero, oltre che tagli insensati alla spesa pubblica, provocarono una vera e propria volontaria "distruzione della domanda interna", come da lui stesso ammesso in una intervista alla BBC. Un'austerità che ha prodotto solo disastri.

Evidentemente non contento, nei giorni scorsi ha esternato il suo livore contro il ceto medio in un articolo, in cui ha scritto: "diviene perciò importante porsi con urgenza il problema di quanto abbia senso continuare a «ristorare» con debito, cioè a spese degli italiani di domani, le perdite subite a causa del lockdown, quando per molte attività sarebbe meglio che lo Stato favorisse la ristrutturazione o la chiusura, con il necessario accompagnamento sociale, per destinare le risorse ad attività che si svilupperanno, invece che a quelle che purtroppo non avranno un domani".
Quindi, attività in crisi per decisione governativa - i lockdown - dovrebbero chiudere non per incapacità o mancanza di clienti, ma perché se no lo stato dovrebbe risarcire per le proprie decisioni a cittadini e imprese che pagano le tasse hanno sempre contribuito al Pil nazionale.

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La CGIA di Mestre ha stimato che per i ristori sono stati allocati, in varie tranche, solo 29 miliardi di euro, a fronte di una perdita di fatturato di 423. In pratica, elemosine.
In un Paese normale dovrebbe funzionare il detto "tu mi chiudi, tu mi paghi".
Peraltro, chi deciderebbe su chi merita di essere aiutato e chi no, una task force di soliti noti?
E quando parla di accompagnamento sociale pensa ad un reddito di cittadinanza?
Magari per una partita IVA, un commerciante o un imprenditore che avrebbero volentieri continuato il loro lavoro con i propri dipendenti?
E quali sono le attività che si svilupperanno, visto che la crisi non si risolverà a breve
In Costituzione si parla di libertà di impresa e della sua tutela, non della sua distruzione da parte delle istituzioni, ed essendo stato scritto in un articolo a sua firma non ci può esser stato alcun fraintendimento: Monti vuole il darwinismo economico.
E non contento di ciò rilancia pure con le tasse sulla casa attraverso la rivalutazione del catasto, come se con l'IMU non si pagasse già una patrimoniale annuale. Senza tener conto che per molte famiglie il possesso di un'immobile riguarda l'abitazione principale: quale reddito ne deriva, senza contare di chi ha un mutuo? Parole di chi non ha contatti con la realtà del Paese, ma che probabilmente ha scritto sotto dettatura.
Monti nel suo articolo - parla anche di fisco e altre cose - ha di fatto riscritto l'equivalente della lettera inviata da Draghi e Trichet del 2011.
È un programma al cui termine saremo definitivamente protettorato franco-tedesco.
Basterà questa volta la minaccia dello spread per mettere in pratica tali insani propositi?

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Claudio Gandolfo


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