03/06/2020

marketing

eCommerce: cosa significa veramente essere preparati per un disastro?

 

Cetre (Manhattan Associates): molte aziende stanno ancora perfezionando la tecnologia necessaria per far funzionare il vero commercio omnichannel

Le tecnologie dei trasporti e delle comunicazioni hanno "rimpicciolito" il nostro mondo, rendendo sempre più facile viaggiare, comunicare e condurre affari attraverso vari Paesi. Tuttavia, le crisi globali, come l'attuale pandemia di COVID-19, sono un forte campanello d'allarme per le conseguenze che potrebbero colpire questo piccolo mondo in cui viviamo.
Oggi, una crisi in un Paese può causare conflitti nelle comunità e nei mercati di un'altra parte del mondo. È in momenti come questi che cominciamo ad apprezzare le sfide di un mercato veramente globale e l'importanza di supply chain fluide e senza barriere.

eCommerce: cosa significa veramente essere preparati per un disastro?

Sebbene le supply chain siano spinte al limite in questo momento, sono molto più resistenti e agili di prima grazie, in gran parte, agli enormi progressi tecnologici che sono stati introdotti di recente nello sviluppo delle catene di fornitura.
L'intelligenza artificiale, il machine learning, l'Internet of Things e altri progressi tecnologici come l'automazione del magazzino e la robotica hanno migliorato significativamente la resilienza delle supply chain. Di conseguenza, le nostre moderne supply chain sono progettate per essere in grado di raccogliere dati, dar loro un senso e reagire rapidamente a periodi di attività anomale - come quello che stiamo vivendo oggi.
Tuttavia, è importante sottolineare come la resilienza della supply chain non sia data solo dalla tecnologia.
Certo, un'ottima gestione del magazzino, dell'inventario e dei trasporti consente alle supply chain di essere flessibili e di resistere allo stress di eventi come la crisi causata dalla pandemia di COVID-19, ma c'è molto di più nell'essere "pronti al disastro" che la semplice tecnologia.

Seguici: 

Mentre i notiziari e i feed dei social media di tutto il mondo si sono concentrati in gran parte sull'acquisto in preda al panico e sulle conseguenti mancate disponibilità di prodotti essenziali, è importante essere consapevoli dell'enorme quantità di lavoro, di coordinamento e anche di spirito di sacrificio che hanno dimostrato gli addetti alla vendita dei nostri supermercati, delle farmacie, ecc.
Ogni giorno, i lavoratori dei magazzini, della logistica e dei negozi sono in prima linea per movimentare i prodotti che sostengono la vita nelle nostre comunità. Anche nel bel mezzo di serrate in tutto il Paese, questi lavoratori sono considerati essenziali per la sicurezza delle nostre comunità e sono esenti dagli ordini di restrizione della circolazione emessi in molti Paesi.
Dietro le quinte le ruote sono letteralmente in movimento. L'aumento della domanda di rifornimento dei negozi sta attivando iniziative di gestione degli ordini all'interno dei magazzini. Camion e autisti si stanno mobilitando. Gli scaffali vengono riforniti.

Dobbiamo ricordare che al centro del commercio globale ci sono le persone, e le migliori supply chain si basano sulla sinergia tra persone, prodotti e tecnologia: gli addetti al prelievo nei magazzini (assistiti da cobot); gli autisti per le consegne che riforniscono le corsie dei negozi o che consegnano la merce direttamente a domicilio; i dipendenti dei negozi nelle strade più frequentate e quelli dei call center per i clienti.
Dobbiamo renderci conto che non ci sono settori dell'economia o della società che non verranno toccati e usciranno senza conseguenza dalla pandemia di COVID-19, e dobbiamo riconoscere che ci siamo dentro tutti insieme.
Nei prossimi mesi, ci saranno senza dubbio altre sfide da affrontare, ma una cosa certa è che la tecnologia e le persone che stanno alla base delle supply chain non falliranno.
Secondo Fabienne Cetre, Sales Director Manhattan Associates, "in questo nuovo mondo in cui ci si trova a fare i conti con il COVID-19, la linea d'azione più sicura è stata quella di sostituire le attività di persona con le alternative online. Un cambiamento culturale obbligato anche nei Paesi che erano più restii all'eCommerce.

Il virus ha anche portato a un'inaspettata impennata delle richieste di metodi relativamente nuovi di gestione dell'ordine, come la consegna a domicilio e il ritiro in strada.
I settori della vendita al dettaglio, della vendita all'ingrosso e della produzione stanno rispondendo a questo cambiamento della domanda - guidato dai consumatori - ricercando e mettendo al lavoro migliaia di operatori di magazzino e delle consegne
Tuttavia, molte aziende stanno ancora perfezionando la tecnologia necessaria per far funzionare il vero commercio omnichannel, non dobbiamo dimenticare che ci possono essere fino a dieci passi necessari quando si evade un ordine di eCommerce: dalla ricezione e conferma dell'ordine del cliente, all'invio delle liste di prelievo al magazzino e al reperimento degli articoli da parte degli operatori, all'imballaggio e alla spedizione degli ordini, fino alla consegna, alla ricezione dell'ordine e persino ai potenziali resi. Si tratta di un processo ad alta intensità di lavoro e ogni passaggio è delicato e può rivelarsi un collo di bottiglia se gestito male.

Questa pandemia è indubbiamente una crisi fuori dagli schemi che ha creato picchi imprevedibili e repentini della domanda e di lavoro che avrebbero messo a dura prova qualsiasi catena di distribuzione.
In Manhattan abbiamo anche clienti che si sono fermati o che hanno rallentato la loro attività, ma per i quali, nelle ultime due settimane, è emersa una visione più chiara della situazione post-crisi - alcuni hanno così colto l'occasione per lavorare su progetti di miglioramento o trasformazione dei temi. Ma osserviamo anche aziende che stanno soffrendo la crisi, ad esempio nella moda, e che sono molto più fragili, con investimenti a volte rinviati a più tardi. Nell'eCommerce vediamo attori che implementano nuovi processi perché la domanda e il livello di reattività non sono più gli stessi, soprattutto quando la disponibilità delle squadre non è ottimale. In questo contesto, li aiutiamo nei processi di miglioramento continuo a reagire a questa situazione e ad implementare nuovi processi
".



Se l'articolo ti è piaciuto, condividilo con gli amici e colleghi


Copyright © 2009-2021 BusinessCommunity.it. Tutti i Diritti Riservati. P.I 10498360154

BusinessCommunity.it - Supplemento a G.C. e t. - Reg. Trib. Milano n. 431 del 19/7/97
Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo


Sommario di questo numero
Copertina BusinessCommunity.it