15/04/2020

editoriale


Non può esistere un MES light 

La BCE ha dichiarato la sua disponibilità ad acquistare titoli di debito pubblico senza capital key e senza vincoli di parametro. Sarebbe l'occasione perfetta per fare emissioni di BTP trentennali per 100 o 200 miliardi di euro e avere tutta la liquidità che serve per affrontare la crisi e, soprattutto, la delicata fase del ritorno alla normalità senza che il nostro tessuto produttivo venga raso al suolo. E' la ricetta indicata anche da Draghi. Sarebbe semplice, altri Paesi l'hanno fatto, ma c'è qualcuno che per l'Italia vuole qualcosa d'altro: un prestito vincolante. Che si chiami MES, SURE, BEI o altro, sono strumenti sottocapitalizzati, e ci costringerebbe a fare un debito che in futuro dovremmo comunque ripagare.
Peraltro, ricapitalizzando prima il fondo con altri soldi nostri.
Avremmo bisogno almeno di 100 miliardi, ma prima ne dobbiamo tirar fuori una trentina per averne indietro 35-40. Un vero affare. E' evidente che ci sono Paesi (Germania e sodali) che intendono sfruttare la crisi da COVID-19 per colonizzare definitivamente l'Italia.

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E qualcuno dalle parti del governo e delle istituzioni sembra proprio essere d'accordo. Magari non avrà capito. Quando sente o legge di un MES light, cioè senza o con lievi condizioni, basterebbe ricordarsi che o si cambia il TFUE di corsa e si cancella il riferimento alla "stretta condizionalità" dell'articolo 136 (comma 3), oppure si parla a vanvera.

Sarebbe possibile che il MES venga applicato senza condizionalità in un primo momento - per scelta politica - ma le condizioni potrebbero poi essere ripristinate da una semplice riunione a maggioranza qualificata (non unanime!) in qualsiasi momento. Magari se cambiasse lo schieramento al governo. Ci dovremmo fidare di Regling (capo del MES), quello che ha detto di volere Italia e Spagna in ginocchio? Non sarebbe il caso. Anche perché se la BCE non accettasse di acquistare i nostri bond, si pongono due semplici domande: a che cosa serve se non fa la Banca Centrale? E a questo punto cosa ci stiamo a fare in questa compagnia così ostile?

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Claudio Gandolfo

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Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo

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