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03/04/2019

economia

Gli effetti delle decisioni di Draghi

 

Tank (Neuberger Berman): l'orientamento accomodante della BCE elimina un ulteriore ostacolo verso l'atterraggio morbido dell'economia globale

Nel nostro report trimestrale Fixed Income Investment Outlook di dicembre, all'apice dalla bufera invernale che all'epoca scuoteva i mercati, dichiaravamo audacemente che l'economia avrebbe registrato un atterraggio morbido.
Dopo tre mesi e dopo una riduzione di 150 punti base negli spread dell'high yield, prendiamo atto che quei mercati invernali si sono calmati e hanno iniziato a confermare quanto da noi previsto.

Gli effetti delle decisioni di Draghi

Nondimeno, la nostra tesi è ancora in attesa di alcune conferme.
In primo luogo, occorre che le banche centrali riconoscano la necessità di assumere un orientamento più accomodante.
Secondo, bisogna che le economie di Cina ed Europa inviino segnali di stabilizzazione e ripresa.
Quali progressi abbiamo compiuto nel superamento di questi ostacoli?
Momentum
A gennaio, prendendo atto delle dichiarazioni rassicuranti di Jerome Powell, avevo scritto che "la Federal Reserve non è una minaccia".
Il messaggio del presidente della banca centrale, secondo cui i tassi sarebbero rimasti invariati nei mesi a venire, era stato molto più chiaro rispetto a dicembre.
Addirittura, Powell aveva abbandonato la sua posizione di rigorosa dipendenza dai dati economici, assicurando che il FOMC prestava ascolto ai segnali inviati dal mercato.
Tutto ciò imprimeva un notevole momentum al rimbalzo di inizio anno.

Seguici: 

Poco più di una settimana fa, la Banca Centrale Europea ha avuto la possibilità di rafforzare quello stesso messaggio.
Sul fronte positivo, la banca centrale ha colto i mercati di sorpresa annunciando prima del previsto un'altra serie di operazioni di rifinanziamento a più lungo termine (TLTRO 3) e una proroga delle linee guida sui tassi di deposito, che rimangono negativi.
I finanziamenti del programma TLTRO 3 dovrebbero essere offerti trimestralmente, con scadenze a due anni e con un limite massimo sull'ammontare che una singola banca può contrarre.

Gelo invernale
Il messaggio ha assunto poi toni meno allegri quando Mario Draghi ha presentato, rivedendole al ribasso, le previsioni della banca centrale sulla crescita e sull'inflazione nell'Eurozona. Il tasso di crescita del PIL per l'anno in corso è stato abbassato dall'1,7 all'1,1% e il tasso di inflazione per il 2019 è stato portato dall'1,6 all'1,2%, senza far più parola dell'obiettivo del "2% circa" per il 2020 e 2021.
La BCE ha espresso per qualche tempo un ottimismo superiore a quello dei mercati e sebbene tali previsioni possano essere considerate un semplice riallineamento alla view generale, hanno comunque generato un certo shock.
Inoltre, Draghi ha ammesso che difficilmente tale rallentamento sarà temporaneo.
Ha ribadito di nuovo che le politiche fiscali dell'Eurozona potrebbero essere più accomodanti e che le riforme strutturali devono subire una drastica accelerazione.

I titoli bancari europei hanno sofferto gli ultimi morsi del gelo invernale, perdendo oltre il 5% nel corso di due sessioni di borsa.
L'euro si è indebolito e i rendimenti dei Bund sono precipitati, lasciando la curva dei rendimenti tedeschi assolutamente invariata su tre anni e negativa su scadenze fino a oltre nove anni.
Contesto accomodante
Con una sola settimana per metabolizzare le notizie, tuttavia, gli investitori sembrano aver riconosciuto che, nel complesso, TLTRO 3 aggiunge un ulteriore tassello al quadro accomodante predisposto dalla Fed a gennaio.
I listini statunitensi ed europei hanno entrambi recuperato dopo le perdite sostenute per effetto della BCE, grazie anche al terreno riconquistato (almeno in parte) dalle banche.
Il giorno in cui sto scrivendo queste parole, il DAX è salito dell'1,5% mentre i titoli di Stato italiani hanno eroso cinque punti allo spread con i Bund tedeschi.

L'andamento dell'economia sottostante richiede ancora un po' di lavoro.
Se da un lato gli Stati Uniti si sono assestati a livelli ragionevoli (tenendo in considerazione il rumore generato dalle condizioni meteo avverse e dal cosiddetto "shutdown"), dall'altro le economie di Europa e Cina continuano a peggiorare.
Per una ripresa economica dell'Europa, del Giappone e dei Paesi emergenti, tutti dipendenti dalla crescita globale, è necessario che i programmi di stimolo cinesi inizino a far presa e a generare il necessario sostegno.
Siamo dell'avviso che assisteremo proprio a questi sviluppi.
Nel frattempo, credo sia possibile mettere a referto che le mosse compiute dalla Fed e dalla BCE questo trimestre equivalgono al superamento del primo ostacolo a favore della nostra tesi di atterraggio morbido.
Brad Tank, Chief Investment Officer - Fixed Income Neuberger Berman



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