14/12/2016

digital

La contaminazione digitale è regina allo IAB Forum

 

L'industry dell'advertising digitale oggi vale il 3.3% del PIL e occupa 220mila persone

"IAB Forum è da sempre è un importantissimo momento di confronto per la comunità digitale e dell'advertising", ha commentato entusiasta Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia in occasione della manifestazione milanese. "Un evento nato nel 2003 con l'intuizione di Layla Pavone per parlare all'industry dell'advertising, oggi è diventata una fiera evento. Infatti, c'è tanto altro, è un momento di grande confronto tra tutti i player del mercato, ma anche per attirare chi sta decidendo se entrare o meno in questo mercato, clienti e giovani. Ormai siamo una società di servizi e dobbiamo avere i migliori talenti del mercato, necssari per crescere. In sala c'erano clienti, studenti, giornalisti, investitori, comnicatori, creativi e IAB Forum è diventato forse l'evento con la più grande contaminazione culturale. L'anno prossimo vogliamo contaminarci anche con altri Paesi, e inviteremo altre realtà a partecipare per trasformarlo in un evento europeo importante. Le parole chiave sono 'aprire' e 'fare sistema'. Aprire verso gli altri e fare sistema tra di noi così come lo facciamo con una serie di istituzioni. Proveremo a fare, nel corso del 2017, una 'settimana della comunicazione', non brandizzata IAB, qui a Milano. Sarà un appuntamento aperto a tutti: aziende, privati, associazioni che vorranno fare sistema e portare i loro eventi all'interno di questa settimana. Perché più siamo, più facciamo rumore e qualcuno capirà che qualcosa sta cambiando".

La contaminazione digitale  regina allo IAB Forum

Allo IAB Forum 2016 è stato presentato un rapporto sul mercato della pubblicità su Internet, che per l'ottavo anno di seguito gode di buona salute. I dati dell'Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano e IAB Italia confermano ancora una volta una crescita, registrando un +9% rispetto al 2015, con un aumento di 210 milioni rispetto allo scorso anno. Nell'ottica di quantificare - per la prima volta - quanto valga in Italia il Digitale dal punto di vista economico e occupazionale, IAB Italia insieme EY ha realizzato una ricerca che stima per il 2015 un indotto di 53 miliardi di euro e 220.000 persone.
La ricerca è stata presentata da Carlo Noseda e Aldo Agostinelli, Vice Presidente IAB Italia e Andrea Paliani, Mediterranean Advisory Services Leader di EY.
Il peso del digitale in Italia

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Nel nostro Paese quindi, l'economia digitale complessiva ha generato nel 2015 quasi 53 miliardi di euro. Tale dato è composto dalla raccolta pubblicitaria del mezzo internet, dal mercato della comunicazione digitale, dal contributo dei ricavi derivanti da altri comparti (le tecnologie che sostengono la digitalizzazione e i servizi professionali che guidano i processi di trasformazione) e dal totale eCommerce, ovvero i ricavi derivati dalla vendita online di prodotti e servizi. Il mercato digitale vale circa 3,3% del PIL e, in termini di valore, si posiziona tra il settore del Luxury e l'Automotive.
Come ricordato, la stima occupazionale vede circa 220 mila persone di cui 55 mila impiegate sul fronte dell'offerta, ossia in aziende che si occupano della diffusione delle soluzioni digitali, mentre 165 mila gli addetti sul fronte della domanda, ovvero impiegati in aziende che accolgono e valorizzano le tecnologie digitali. Il 59% delle aziende intervistate conta di assumere nei prossimi 6 mesi. Fondamentale risulta investire anche nelle competenze digitali delle proprie risorse.



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