Vincitori e vinti dei mercati emergenti nel IV trimestre 2015 | BusinessCommunity.it
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23/03/2016

economia

Vincitori e vinti dei mercati emergenti nel IV trimestre 2015

Lafferty (Loomis Sayles): al Sud Africa la maglia nera. Bene le valute di Indonesia e Malesia. Per il 2016 è difficile essere ottimisti: molti dei problemi macroeconomici dello scorso anno potrebbero acuirsi

Nel IV trimestre gli asset dei mercati emergenti (ME) hanno avuto incrementi di valore da modesti a nulli. È stata una delusione per gli investitori, molti dei quali speravano in un rialzo di fine anno. La ripresa nei mercati emergenti è stata ostacolata sia da fattori macroeconomici, sia domestici:
1) la vendita massiccia di obbligazioni USA ad alto rendimento ha smorzato il sentiment degli investitori;
2) i differenziali si sono accresciuti, spinti dalla prolungata debolezza di materie prime e semilavorati e dal downgrade dei titoli governativi del Brasile;
3) eventi peculiari in Sudafrica hanno continuato ad alimentare la volatilità sul mercato valutario e obbligazionario.

Nel IV trimestre l'Indice JP Morgan GBI-EM Global Diversified è sceso dello 0,1% in termini di USD. I ricavi quasi nulli sono imputabili a un'ampia divergenza negli andamenti dei cambi valutari nei mercati emergenti. Due valute asiatiche sono state le migliori per prestazioni nel IV trimestre. Sia l'Indonesia (13,55%) che la Malesia (4,35%) hanno annunciato forti apprezzamenti, dopo un calo manifestatosi a fine settembre. Il Sud Africa si è dimostrato al vertice dei rendimenti di segno negativo, segnando una flessione del 16,33%. Il rand sudafricano è sceso molto dopo la sostituzione a opera del presidente Zuma, del ministro delle finanze Nene, con Van Rooyen, un politico sconosciuto, che ha colto tutti di sorpresa. La nomina non è stata bene accolta dai mercati e si sono attivati gruppi di pressione esterni e interni, che hanno costretto Zuma a cambiare rotta e nominare al dicastero Gordhan, ex ministro delle finanze.


Debito sovrano denominato in USD

L'indice JPMorgan Emerging Markets Bond Index Global (EMBIG) ha chiuso il IV trimestre con un incremento dell'1,55%. I ricavi all'interno del credito sovrano sono stati guidati dagli high yield, su del 2,77%, che hanno ampiamente sovraperformato gli investment grade, su dello 0,87% nel trimestre. Gli investitori hanno risposto con ottimismo al cambiamento politico in Argentina e in Venezuela. L'Argentina è salita dell'11,23% e ha visto ricavi di segno positivo in seguito alla vittoria di Macri alle presidenziali. Gli investitori sperano che il neoeletto presidente migliori la politica economica e realizzi riforme chiave.


In Venezuela le obbligazioni hanno registrato rendimenti del 15,38% dopo l'elezione del partito d'opposizione al Congresso, vista come un primo passo necessario per contenere il potere del presidente Maduro. Il peso sulla performance si è fatto sentire in Sud Africa (-3,40%), con vendite in massa a seguito delle notizie dell'allontanamento del ministro delle finanze Nene e in Brasile, (-2,67%), in calo per il timore degli investitori di una crescita economica debole e dell'incertezza politica.
Debito societario emergente denominato in USD

L'Indice JPMorgan Corporate Emerging Bond Index (CEMBI) ha avuto un rendimento dello 0,45%, con il segmento high yield (0,87%) che ha sovraperformato l'investment grade (0,18%).


Nel IV trimestre l'Europa è stata la regione con i rendimenti migliori, su del 2,79% con ricavi guidati dalla Russia (3,03%) e dalla Turchia (3,18%). I finanziari hanno guidato i rendimenti in entrambi i Paesi. La performance è stata nuovamente trascinata al ribasso dal Sud Africa (-3,14%), a causa delle notizie politiche negative. Quanto ai settori, il real estate (2,49%) è stato quello con le performance migliori, con i titoli high yield di società immobiliari cinesi che hanno contribuito positivamente. Il settore dalle performance peggiori è stato Metalli e minerario, (-4,56%), che ha subito l'effetto dei prezzi bassi delle materie prime.



Azioni

Nel IV trimestre l'indice MSCI Emerging Markets ha reso lo 0,65%, stabilizzandosi dopo il massiccio calo del 18% nel trimestre precedente.
Prospettive per il 2016

Guardando al futuro, è difficile essere ottimisti sull'asset class dei mercati emergenti. Molti dei problemi che hanno afflitto il 2015 - una profonda, prolungata ritirata delle materie prime e semilavorati, la crescita economica debole, un dollaro americano forte e un incerto ciclo di rialzo dei tassi negli Stati Uniti - possono peggiorare nel corso del 2016. Sebbene lo scenario macroeconomico dei mercati emergenti sia incerto, i dati tecnici rimangono positivi. Lato offerta, i nuovi rifornimenti si prevede siano bassi e la riformulazione dei prezzi sugli asset dei mercati emergenti può offrire a quegli investitori che detengono grandi volumi di liquidità un punto d'entrata più equilibrato per l'accumulo di rischi nel 2016.



Jackie Lafferty, analista degli investimenti di Loomis Sayles

 

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