Particolare brillanti le vendite in Germania, dove si è assistito ad un incremento del +13% in valore, in Spagna (+19%) e in Gran Bretagna (+18%).
In calo invece le vendite in Finlandia (-9,5%), Portogallo (-6%) e Austria, a cui si affianca la forte flessione della Russia, -11% in valore.
Positive indicazioni invece dagli Stati Uniti, dove le esportazioni italiane nel 2014 hanno messo a segno un +2% in quantità e +8% in valore.
Crescite per i volumi di vendita verso l'Asia pari a oltre 35 milioni di mq (+3%), con l'aggregato Golfo che registra una flessione del -1% in quantità .
In crescita anche le esportazioni verso l'Africa (+3,8%) e verso Australia e Oceania (+21,5%).
Alle attività svolte in Italia va aggiunta l'internazionalizzazione produttiva che oggi pesa il 12% dell'attività globale, con 715 milioni di euro di fatturato, grazie a 81,5 milioni di metri quadrati prodotti da poco più di 3.000 dipendenti.
A fine 2014 la produzione totale è ammontata a 76,7 milioni di metri, della quale 55,5 milioni di metri quadrati nel continente europeo (dal Portogllo alla Russia), mentre il restante 27,6% di tutta la produzione italiana di matrice estera è negli Stati Uniti
Nel 2014 gli investimenti effettuati sono stati pari a 286,2 milioni di euro, in significativo aumento (+27%) e con una incidenza sul fatturato ora prossima al 6%. Un dato positivo sia per l'inversione di tendenza rispetto al 2013 (-12%), che per l'accelerazione impressa.
Anello di congiunzione tra il presente ed il futuro sono gli investimenti, che hanno registrato un'impennata: oltre 286 milioni di euro, un +27% che trova una risposta nell'aggiornamento delle linee produttive, negli impianti per la decorazione digitale e per la produzione di grandi lastre.
Ceramica sanitaria italiana, siamo al cambio di paradigma?
Il numero di (piccole) aziende chiuse, assieme alla contrazione nel numero dei dipendenti, che si affianca alla crescita di vendite e fatturato globale sono i quattro fattori in grado di meglio spiegare il 2014 dell'Industria Italiana della ceramica sanitaria.
Un comparto che, come tutti quelli che hanno a che fare con l'industria edile, ha subito in modo significativo gli effetti della difficile congiuntura, ma che forse - adesso - è prossima all'inversione di tendenza ed al cambio di paradigma.
La struttura del settore, di questi fenomeni sottostanti, né è un chiaro indicatore.
Nel 2014 è infatti il numero delle aziende in attività che subisce, per la prima volta, un ridimensionamento, contraendosi di circa 1/5 del totale, dovuto all'uscita dal mercato di aziende di piccola dimensione.
Accanto a questo fenomeno va rilevato come siano poi proseguite le riorganizzazioni aziendali, volte a equilibrare la forza lavoro sui livelli piu? prossimi alla reale domanda del mercato, obiettivo raggiunto se si considera che il gap stimato tra produzione e vendita è ora inferiore ai 100.000 pezzi annui, pari al 2% della produzione, un valore totalmente fisiologico.
Primi segnali positivi emergono dalla dinamica delle vendite totali, che ritornano in campo positivo dopo anni di flessione, con un prezzo medio in crescita di oltre +1,5%.
Indicatori importanti, che dimostrano una positiva, seppur debole, ripresa della domanda, l'apprezzamento da parte della clientela ed i positivi riscontri dalla proiezione internazionale delle vendite.
Sebbene tuttora il peso delle esportazioni sulle vendite complessive sia leggermente inferiore al 50%, non sono passati molti anni da quando questa percentuale era nell'ordine del 25-30%.
Il maggior peso della componente estera, affacciata su mercati e Paesi dalla dinamica congiunturale più vivace, inizia a produrre positivi effetti sui volumi e sui bilanci delle imprese.
Dati e valori positivi che, a partire dalla limitata intensità per finire al fatto di essere i primissimi dopo lungo tempo, invitano a considerare prematuro parlare di fuoriuscita dalla crisi, anche se altrettanto sbagliato potrebbe essere il fatto di non considerare o minimizzare questi positivi aspetti.
Il mercato italiano dell'arredobagno è il 4° in Europa per dimensione
Il mercato italiano dell'arredo bagno è il quarto più grande in Europa, con un valore di vendite di 1.150 milioni di euro nel 2013 (ultimi dati disponibili, fonte CSIL - Milano), pari al 10,4% del consumo totale europeo.
In termini fisici, le vendite ammontano a 492 mila mobili per il bagno, 1,3 milioni di accessori per l'arredo bagno, 3,3 milioni di sedili per WC, 649 mila cabine doccia, 34 mila vasche idromassaggio, 64 mila cabine doccia multifunzione, 10,4 milioni di rubinetteria da bagno, rubinetti e bracci doccia, 505 mila lavandini e vasche da bagno in acrilico.
Principali canali di distribuzione sul mercato sono gli showroom dei rivenditori al dettaglio e dei grossisti, che detengono il 70% del totale delle vendite di mobili per il bagno e il 52% delle vendite di accessori.
I singoli distributori indipendenti però continuano a perdere terreno, a vantaggio della grande distribuzione.
Nel segmento vasche idromassaggio, i grossisti rappresentano il 40% del totale delle vendite, seguiti dai rivenditori specializzati.
Nel mercato delle cabine doccia, principale canale di distribuzione sono gli specialisti, mentre per gli accessori, è la grande distribuzione il più importante canale distributivo.
www.cersaie.it
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