indietro di quasi cinque
anni. In questo contesto i
nostri imprenditori hanno
fatto più di quanto fosse
nelle loro possibilità per
salvaguardare non solo le
loro aziende, ma soprattutto
quello che essi considerano
la vera risorsa di questo
comparto: la manodopera
specializzata. L’industria
nautica ha continuato a
investire nell’innovazione,
ha aggiornato il prodotto,
ha modernizzato i processi.
Inoltre, in questi due anni
l’industria nautica si è
impegnata per mantenere gli
investimenti e ora accetta un
importante scommessa sul
futuro. Pur non ignorando
gli interventi e le iniziative
che sono state messe in
campo dal Governo - dalla
circolare sul leasing, agli
incentivi, all’inserimento nel
provvedimento legislativo
portato al Consiglio dei
Ministri sulla revisione della
legge 84/94, che prevede
la possibilità di destinare
aree portuali alla nautica
da diporto - il comparto e
il mercato hanno bisogno
di risposte più rapide e
soprattutto più organiche.
Siamo grati agli esponenti
delle istituzioni che in questi
giorni ci hanno portato
un messaggio positivo di
attenzione nei confronti
del comparto da parte del
Governo. Noi siamo fermi
sostenitori di un semplice
principio: quando le risorse
sono poche è importante
investire laddove vi sono
maggiori possibilità di
sviluppo. Noi oggi chiediamo
al Governo di investire
nella nautica da diporto.
Investire non tanto in risorse
ma in attenzione, lavoro,
innovazione legislativa,
portando avanti quella
semplificazione che è la
forma più strategica di
incentivazione”.