direttamente proporzionale
all’evoluzione del quadro
macroeconomico, che
appare ancora incerta.
La precedente crisi del
mercato immobiliare
italiano risale al 1992
e portò a decrementi in
termini reali dei prezzi
delle abitazioni per 5 anni
consecutivi. In quegli anni
il livello inflazionistico era
nettamente superiore a
quello odierno e i prezzi reali
registrarono una contrazione
pari a poco più del 25%. In
termini nominali invece, i
periodi di crescita dei valori
sono risultati seguiti da altri
di rallentamento o stabilità
mentre le diminuzioni sono
state sporadiche e di lieve
entità. Nel corso del 2009 si
sono registrati decrementi
in termini reali dei prezzi
medi delle abitazioni per il
secondo anno consecutivo
e pari al 5% (2008: -2,5%)
mentre in termini nominali
i valori si sono contratti del
4,3% (2008: +0,6%).
Si stima che nella prima
parte del 2010 l’offerta
complessiva sia stata pari
a poco più di 40.000.000
di metri quadrati, e si stima
che nel primo semestre
2010 i mq compravenduti
complessivamente siano
stati pari a circa 24.000.000.
A fine marzo 2010 il numero
delle transazioni relative alle
residenze si è attestato a
141.770 compravendite e
mostra una crescita di 4,2
punti percentuali rispetto allo
stesso periodo del 2009:
la crescita più consistente
delle compravendite
si registra al Centro
(+7,9%) mentre il Nord e
il Sud hanno registrato un
incremento più contenuto
(pari rispettivamente al
2,7% e al 3,9%) e inferiore
alla media nazionale. Gli
incrementi nelle città (+10%)
sono stati mediamente
più elevati che nei comuni
minori (+2,7%). Nel primo
semestre 2010 rispetto
al secondo semestre
2009, il decremento
medio dei valori, calcolato
considerando le principali
aree urbane, è stato dello
0,3% nelle zone di pregio
e in centro mentre nel
semicentro e in periferia si
è registrato un incremento
medio pari allo 0,1%. I
canoni nello stesso periodo
hanno evidenziato una
generale stabilità (+0,2% in
centro).