Infatti, da un
lato ci sono
i principali
brand che
presidiano
già la rete
nelle varie
sfaccettature,
aiutate
da agenzie e
centri media per
la pianificazione più
corretta, mentre dal
lato opposto ci sono
i piccoli investitori che
sfruttano le ricerche
sul web per catalizzare
l’attenzione dei clienti
potenziali al posto delle
tradizionali pagine gialle:
un trend apparentemente
inarrestabile.
In mezzo c’è un’offerta
variegata ed esigenze
completamente diverse da
un’azienda all’altra e da un
comparto all’altro.
“Se analizziamo i dati
relativi alla classifica dei
paesi in cui si investe di più
nell’advertising su intermet
- prosegue Lazzarini - ci si
accorge che UK, Germania
e Francia occupano il podio,
come tradizione.
La Francia, terza, ha un
mercato che vale, all’incirca,
un terzo del Regno Unito e
metà della Germania, con
oltre 1,7 milioni di euro. Fin
qui, non ci sarebbe una
notizia.
L’Italia oggi
occupa il
quarto posto,
sebbene con
849 milioni
di euro. La
Francia vale
il doppio
dell’Italia e
quindi, per
allinearci,
dovremo
lavorare
duramente,
ma i margini ci
sono”.
Quello della
classifica
europea degli
investimenti
in pubblicità sul web è
un pretesto anche per
segnalare agli operatori che
il percorso è accidentato,
ma le opportunità non
mancano.
Il prossimo Iab Forum, in
programma a novembre,
cercherà di fare il punto
della situazione, come da
tradizione, cercando di
portare spunti interessanti
di discussione per
promuovere la pubblicità
online, ovviamente, ma
anche affermare l’uso del
web nel nostro paese.
Condividi | Business Community - Magazine - Settembre 2010 | | vai al sito | SOMMARIO