Business Community Magazine - Agosto 2010
Futuro della Sanità? Joint
venture ospedali-industrie
Terapie personalizzate e investimenti sempre maggiori in
R&S. Diventa decisivo creare sinergie forti tra i player
Negli ultimi anni le
biotecnologie e i progressi
scientifici e tecnologici
in campo sanitario
hanno permesso di
comprendere numerosi
processi patologici su base
molecolare e di individuare
target molecolari più mirati.
Un ulteriore contributo
all’espansione della
base delle conoscenze
in campo biomedico è
giunto dal sequenziamento
del genoma e dai nuovi
database frutto della
genomica. Il numero di
molecole candidate allo
sviluppo cresce dunque
esponenzialmente:
i potenziali target
passeranno velocemente
dagli attuali 500 circa a oltre
10.000.
Il dato è emerso nel corso
dell’incontro organizzato
dall’ospedale Sacco di
Milano dal titolo “Industria
farmaceutica e aziende
ospedaliere”. “La maggior
parte delle terapie – spiega
il Direttore Generale
dell’Ospedale Alberto
Scanni – è stata sviluppata
in passato come se tutti gli
individui fossero identici.
Ma una cura che per un
paziente può rivelarsi
efficace potrebbe risultare
inutile (e in alcuni casi
perfino tossica) per un altro
colpito dalla medesima
malattia. Selezionare le
cure, fino a personalizzarle,
è fondamentale perché
permette di affrontare nel
modo più adeguato la
patologia senza disperdere
al contempo risorse
preziose”.
Ma in uno scenario così
complesso, all’interno del
quale sono in crescita
vigorosa i costi legati alla
ricerca e sviluppo di farmaci
“su misura”, si impongono
per un ospedale moderno
nuove strategie d’azione: “il
sistema sanitario richiede
oggi un mix di competenze
diverse e un alto grado
di multidisciplinarietà –
evidenzia ancora Scanni –.
È imperativo “fare squadra”,
condividere le competenze
di ospedali, università e
industrie farmaceutiche. Si
devono creare joint venture
che permettano un flusso
sistematico e rapido di