Business Community Magazine - Luglio 2010
di “finto” controllo, sta
definitivamente sfuggendo
di mano, in assenza di
quelle riforme strutturali
sempre millantate e sempre
rimandate: e, mio caro
Mork, tra i Paesi coinvolti c’è
anche la nostra Italia.
MORK: Ho sentito qualcosa
a proposito di quello che dici
ma, a sentire i più, è tutta
colpa di questi “speculatori”
che la fanno da padroni, non
è possibile fermarli?
MINDY: Purtroppo la
versione semplicistica
dei cattivi speculatori che
vendono per fare soldi non
se la beve più nessuno…
In realtà sono i mercati
finanziari degli anni scorsi
ad aver perso di vista i
propri punti di riferimento.
Tu pensa che, sempre per
quanto riguarda gli Stati
Uniti, è stato calcolato
che alla fine
del settembre
2009 la somma
tra debiti delle
famiglie, debiti
delle aziende e
debito pubblico
era pari al
370% del PIL.
Semplificando,
equivale a dire
che per ogni dollaro di
ricchezza prodotta ce ne
erano quasi 4 di debito.
Secondo te, chi deve stare
attento all’andamento di
queste “macrovariabili”? Io?
O tu? O i nostri amici al bar?
Ovviamente le istituzioni
politiche, monetarie, i
regolatori, il legislatore,
i governi… E queste
autorità dormivano mentre
i debiti galoppavano verso
nuovi record? Probabile.
Le carenze di chi doveva
supervisionare hanno
asfaltato un’autostrada al
bolide della speculazione.
MORK: Detta così mette
quasi timore…
MINDY: Beh, parafrasando
qualcuno che ho letto, se
non possiamo direzionare il
vento almeno aggiustiamo le
vele, e se ci aspetta ancora
tempesta non facciamoci
cogliere impreparati:
pochi ristoranti (quelli che
possiamo permetterci) e
niente azzardi sui facili
guadagni.
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