internazionale. I TOP20 del
calcio hanno dimostrato di
essere ben posizionati per
affrontare le sfide imposte
dalla crisi economica grazie
alla loro ampia e fedele
base di tifosi e appassionati;
alla capacità di accattivare
l’audience derivante dai
broadcasting; e all’abilità
nel continuare ad attrarre
grandi aziende come
partner. Nonostante le sue
prestazioni relativamente
modeste sul campo, il Real
incrementa la distanza
dal Barça superandolo di
41 milioni di € (35 milioni
era il differenziale nella
precedente stagione).
Tuttavia, i ricavi del
Barça probabilmente
nella prossima edizione
supereranno i 400 milioni
di €, considerando che
ha appena iniziato il suo
contratto pluriennale per
la sponsorizzazione della
maglia che ammonta a un
minimo garantito di 165
milioni di euro, un nuovo
record mondiale. Crediamo
che la battaglia per le prime
due posizioni della TOP20
sarà tutta spagnola almeno
per qualche anno ancora”.
Mentre i club spagnoli
occupano le prime due
posizioni della Money
League, l’Inghilterra
continua a essere la più
rappresentata, con sette
club presenti nei TOP20.
Manchester United, Arsenal
e Chelsea hanno tutte
mantenuto le loro posizioni
rispetto alla precedente
stagione, restando al terzo,
al quinto e al sesto posto. Il
Liverpool è scivolato di un
posto passando dal settimo
del 2008/2009 all’ottavo del
2009/2010.
Il Manchester City è il
più grande “scalatore”
di quest’anno della
Money League: ha infatti
guadagnato ben nove posti
passando dal 20° all’11°. Il
club ha anche registrato il
suo fatturato più alto di tutti
i tempi, con un incremento
di 50,6 milioni di € (+49,5%)
raggiungendo i 152,8 milioni
di €, la più grande crescita
assoluta e relativa di tutti i
club della Money League di
quest’anno.
Tutti i TOP20 club di
quest’anno arrivano dalle 5
principali leghe europee, con
l’Inghilterra rappresentata
da 7 club, Germania e Italia
da quattro, Spagna da tre
club e Francia da due. Tra
le squadre italiane, l’AC
Milan recupera 3 posizioni
sulla classifica dei TOP20
attestandosi al 7° posto
scavalcando Juventus e
Internazionale che perdono
rispettivamente due
posizioni e zero. Di quattro
italiane in classifica, ben tre
rimangono tra le prime 10.
Unica esclusa dalla TOP10
è AS Roma.
Dario Righetti, partner
Deloitte e responsabile
per il Consumer Business,
afferma: “il punto debole
delle italiane continua
a essere la forte
concentrazione dei ricavi
derivanti dai diritti con i
Media rispetto a quelli
derivanti dalla vendita di
biglietti e da altre attività
commerciali. Se le squadre
italiane vogliono migliorare
la loro posizione nella
TOP20 devono investire
maggiormente in strategie
idonee a incrementare
anche i ricavi derivanti
da fonti che non siano i
diritti Media. L’incremento
dei ricavi derivanti dalla
vendita dei biglietti
registrato dall’Internazionale
(+10,4 milioni di euro
rispetto al 2008/2009) è
dovuto principalmente
alla magnifica stagione
effettuata nel 2009/2010. Il
peso medio degli ingressi da
stadio delle italiane si aggira
ben al di sotto del 20% del
totale dei ricavi del singolo
club, decisamente lontano
dai livelli dei TOP5 che sono
ben oltre il 20%”.
         
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