meno singolo professionista
e sempre più impresa che
necessita al suo interno di
una serie di competenze
allargate necessarie per
assistere il calciatore, con
l’obiettivo di valorizzarlo nel
suo percorso di carriera”.
Il calciatore, infatti, è a tutti
gli effetti un’impresa con
un ciclo di vita che copre
un arco di 15 o 20 anni e
che, quindi, deve cercare di
valorizzarsi il più possibile
nel suddetto periodo. “I
servizi che l’agente deve
offrire – continua Vigorelli
– coprono diverse aree,
dalla contrattualistica
alla ricerca di sponsor
fino alla comunicazione,
annoverando quindi
competenze differenti”.
Agenti quindi che non
sono singoli professionisti
ma che devono saper
organizzarsi per competere
su un mercato che richiede
maggiori competenze
e professionalità con la
capacità, tra l’altro, di avere
un focus internazionale,
magari attraverso il
ricorso a network. “Il
focus internazionale –
sostiene Vigorelli – è
sempre più determinante,
soprattutto considerando
che l’evoluzione della
professione tende ad
allargarsi anche alle
squadre di calcio alle quali
si offrono servizi di scouting
e di segnalazione di atleti
con potenzialità”. Il futuro è
quindi verso professionalità
che sappiano assistere
due diverse tipologie di
clienti con esigenze diverse
seppure sinergiche: quella
dei calciatori da un lato,
e quella delle squadre
di calcio dall’altro. Quali
devono essere quindi le
caratteristiche di un agente
di calciatori? “Sicuramente
– conclude Vigorelli –
deve essere un manager
che sappia gestire le
risorse e le competenze
in maniera allargata,
offrendo servizi integrati,
con un’attenzione alla
dimensione internazionale e
alla capacità di valorizzare il
potenziale dei propri clienti
attraverso un approccio in
cui la valenza relazionale
e di reputazione continua
a essere una variabile di
successo”. Una professione,
quindi, in forte evoluzione, in
cui presupposto necessario
è la passione, ma che
richiede anche un approccio
strutturato ai servizi. Non
da ultimo, accanto alla
crescita della professione
e della professionalità,
è utile forse che l’intera
categoria cresca e si rafforzi
lavorando, essa stessa, su
un maggiore riconoscimento
e valorizzazione del proprio
ruolo in un business, quello
del calcio, che centralizza
importanti interessi
economici.

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