sfera personale si rivela
stabile rispetto all’estate,
con la grande maggioranza
degli italiani appagati
della famiglia, delle
amicizie, del tempo libero
e della sfera lavorativa,
cresce leggermente
l’insoddisfazione per i
consumi, il reddito e la
capacità di risparmio. Solo il
36% delle famiglie italiane è
pienamente soddisfatto della
propria capacità di consumo
(rispetto al 40% dell’estate),
il 30% del proprio reddito
(confrontato con il 34%) e
il 23% dei propri risparmi
(27% a giugno).
Risparmiare si conferma,
nella percezione degli
italiani, nel complesso
difficile, con maggiori
difficoltà per i target con
reddito contenuto. Sei
italiani su 10 dichiarano
di riuscire a risparmiare
mensilmente accantonando
piccoli importi, per una
media complessiva di
circa 170 euro. Solo il 7%
risparmia più di 500 euro
al mese, il 42% risparmia
meno di 200 euro. In
maniera ancora più marcata
rispetto al recente passato,
negli ultimi mesi dell’anno
lo spendere perde ulteriore
appeal rispetto al risparmio
(-7%). In un’Italia spaccata
tra grandi risparmiatori e
voglia di godersi la vita, il
60% ritiene fondamentale
accantonare denaro e solo
il 24% preferisce godere
del denaro invece che
risparmiare (il 7% in meno
rispetto all’estate). Se il
74% risparmia per il futuro
e per proteggersi dagli
imprevisti, una buona parte
di intervistati lo fa anche
con l’obiettivo di godersi
quel denaro attraverso
l’impiego in progetti concreti
e in particolare per le
vacanze, per l’istruzione dei
figli e per acquistare beni
importanti come l’auto e gli
elettrodomestici.
Cresce dunque la
propensione al risparmio
e per farlo si adottano
strategie contenitive dei
consumi, riducendo gli
acquisti e le spese che
non vengono considerate
necessarie. Il 53% degli
intervistati dichiara infatti
di ridurre gli acquisti non
necessari e quelli superflui.
Ma verso dove sono
indirizzati i risparmi? In
questo particolare momento
dell’anno il 71% degli
italiani preferisce lasciare i
risparmi sul conto corrente.
In lieve contrazione rispetto
all’estate la propensione
a spostarli su prodotti di
gestione del risparmio (dal
28% al 21%).
Banche: più consapevolezza
su costi e commissioni
In un’Italia sempre più
oculata nella spesa
crescono seppur
lievemente l’attenzione
e la consapevolezza
riguardo alle spese e alle
commissioni bancarie.
Guadagna infatti terreno
la conoscenza dell’ISC,
l’Indicatore Sintetico di
Costo voluto da Banca
d’Italia per confrontare su
base omogenea i conti
correnti bancari. Tale
notorietà è prevalentemente
frutto di autoinformazione,
anche se qualche lieve
segnale di education si
intravede sul fronte delle
banche. Il 39% degli
intervistati dichiara infatti di
essere venuto a conoscenza
dell’Indice Sintetico di
Costo del conto corrente
attraverso la propria banca,
il 19% grazie a parenti e
amici, il 17% ne ha letto
sui giornali e il 3% su
internet. E chi trova poco
conveniente la banca sotto
casa non esita a dichiararsi
pronto a cambiare istituto:
circa 1.200.000 italiani si
dichiarano intenzionati a
cambiare la propria banca
nel prossimo anno. Di
questi, 300.000 opteranno
per le offerte online.

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