relativa a pratiche erogate
nel periodo 2007-2008;
tale concentrazione è
da ascriversi agli anni
della grande crescita dei
volumi di credito erogati
e, successivamente,
all’impatto negativo della
crisi economico-finanziaria.
Infatti, sulle circa 107 mila
pratiche di cui sopra, pari a
un valore complessivo dei
debiti di 181 Mln di euro,
circa 90 Mln (esattamente la
metà) si riferiscono agli anni
2007 e 2008.
Il progressivo deteriorarsi
dell’economia e la minor
offerta di liquidità sul
mercato si sono riflessi
negativamente sulla qualità
del credito, e nello specifico
sulla quantità di incagli
e sofferenze registrate,
che sono fortemente
aumentate. “Inizialmente
nel mercato, tra il 2000
e il 2007, abbiamo
assistito a un processo
di modernizzazione
dell’industria, con l’accesso
al credito da parte di molte
famiglie e delle Piccole e
Medie Imprese - spiega
Carlo Losco, Direttore
Generale di SiCollection
-. Successivamente,
con l’arrivo della crisi
economica si è diffusa una
generalizzata difficoltà
che si è convertita in una
crescita delle insolvenze,
anche se nell’ultimo periodo
stiamo assistendo a una
decelerazione”. In modo
particolare, secondo Losco
negli ultimi sei-sette mesi
“sono aumentate anche
le richieste da parte delle
banche” a conferma che
anche in questo canale si
stanno incrementando in
modo consistente gli incagli.
Certo, forse i soggetti
bancari, disponendo di più
strumenti per valutare il
merito creditizio dei soggetti
richiedenti, hanno meno
difficoltà rispetto al mondo
commerciale. Anche se
non tutti gli istituti bancari
sono in grado di gestire
con strutture ad hoc le
insolvenze. “Ritengo,
come operatore, che in
un momento come quello
attuale sia di fondamentale
importanza per una società
capire su quali fasi intende
focalizzarsi,
ossia
individuare
quelle che
ritiene sia più
appropriato
gestire
internamente
perché se ne
possiedono le
competenze
e il know how
e quali invece
affidare in outsourcing a
società specializzate, come
la nostra, in grado di unire
forte expertise di settore,
tecnologia avanzata e
risorse umane sull’intero
territorio nazionale”
prosegue Losco. Di certo
è sconsigliabile tenere
fermi tali attivi, in attesa
di possibili soluzioni. Il
credito va lavorato, certo
non si trasforma subito in
bonus, ma bisogna evitare
che diventi ancora più
problematico da gestire.
Anche se le previsioni sono
ottimistiche. “Credo il peggio
sia passato. Oggi dobbiamo
ancora ammortizzare l’onda
lunga di quelli che sono
entrati tardi nella gestione in
sofferenza. E sicuramente
bisogna lavorare su quei 60
miliardi di stock”, conclude
Losco.