tardivo nella crisi del debito
- sostiene Wöhrmann -. Di
conseguenza, gli europei
dovrebbero stringere un
patto di solidarietà che si
occupi dei debiti del passato
e, allo stesso tempo, si
preoccupi del nuovo debito
con nuove sanzioni delle
passività elevate attraverso
alti tassi di interesse e,
se necessario, tagli e
ristrutturazioni”. Al contrario,
svalutazioni sul debito
esistente minerebbero la
fiducia dei cittadini della
zona euro e dell’Unione
Europea. In termini di
regioni di investimento, per il
prossimo anno DWS intende
accostarsi ai
mercati emergenti in modo
decisamente più selettivo
rispetto al passato.
Wöhrmann afferma che
“adesso dipende moltissimo
dalla valutazione del singolo
settore. Per esempio, nutro
alcune riserve riguardo ai
titoli finanziari nei mercati
emergenti. In confronto ai
corrispettivi titoli negli Stati
Uniti e in Europa, sono
estremamente cari”.
Nonostante le preferenze di
DWS per l’Euro, Wöhrmann
individua in Wall Street
buone opportunità per gli
investitori: “ritengo che
lentamente gli Stati Uniti si
riprenderanno dalla crisi.
Questo risveglio, insieme
a una moneta più debole,
sosterrà delle buone
performance sul mercato
azionario statunitense”.
In sostanza, l’obiettivo
di Ben Bernanke, capo
di Federal Reserve, è
quello di un aumento
dei prezzi conseguente
a una politica monetaria
quantitativa, a sostegno
sia dei consumatori sia
delle imprese. “E quando
Bernanke fa queste
dichiarazioni – chiosa
Wöhrmann -, ottiene il
risultato”.
DWS mantiene una
visione positiva sulle azioni
tedesche. Wöhrmann
non esclude nemmeno
la possibilità che il DAX
raggiunga gli 8.000 punti,
nonostante alcuni ostacoli
all’orizzonte: “col passare
del tempo, mi aspetto di
vedere alcune correzioni
degli eccessi azionari, così
che l’indice possa chiudere
il 2011 a livelli compresi
tra i 7.500 e i 7.600 punti”.
Inoltre, l’Europa ha il
potenziale per restare al
passo.
Per quanto riguarda le
scelte di investimento
settoriali, Wöhrmann è cauto
sul mercato finanziario:
“il contesto regolatorio
diventerà più impegnativo,
la redditività sarà sotto
pressione”. Preferisce sia
il comparto industriale
sia le materie prime. Il
petrolio è interessante per
ciò che concerne le azioni
petrolifere e le compagnie
di servizi petroliferi,
l’oro direttamente come
commodity da detenere in
portafoglio.
Oliver Eichmann, gestore
obbligazionario, guarda
con fiducia all’Italia: “la
situazione economica
del Paese è in ordine e i
Titoli di Stato italiani sono
interessanti. I titoli di breve
termine in particolare offrono
dei rendimenti considerevoli,
se teniamo conto che il
Paese molto probabilmente
non avrà necessità di
ricorrere agli aiuti europei”.