Dalle stime di consenso
emerge attualmente un forte
scetticismo nei confronti dei
Paesi periferici
d’Europa, mentre
è evidente una
preferenza verso
gli investimenti nei
Paesi emergenti,
che mostrano
attualmente una
situazione fiscale
nel complesso
sostanzialmente
migliore di quella
che caratterizza
i Paesi industrializzati.
Preoccupa tuttavia che non
“approfittino dell’occasione”
per generare avanzi primari
e rafforzare le riserve. Con
il prossimo rallentamento
della dinamica, la situazione
fiscale dei Paesi emergenti
andrà pertanto incontro a un
significativo deterioramento.
Non è quindi tutto così
fantastico come sembra.
Per questo nel 2011 gli
investitori – presi dall’euforia
per i mercati emergenti –
non dovrebbero dimenticare
le quotazioni favorevoli dei
titoli azionari europei.
I recenti apprezzamenti
delle quotazioni hanno
ulteriormente incrementato
una quota azionaria
già in sovrappeso, che
adegueremo ai movimenti
del mercato. Tenuto conto
delle previsioni di utile, le
azioni sono sottovalutate
rispetto ai titoli di Stato.
Come illustrato dal grafico,
a fine novembre il mercato
azionario mondiale MSCI
presentava sulla base
degli utili tendenziali una
sottovalutazione del 18%.
Dopo l’attuale fase
di slancio dei mercati
azionari, un moderato
rialzo dei tassi di interesse
non comprometterebbe
ancora, a nostro avviso,
la situazione. Il nodo
finora irrisolto della crisi in
Eurolandia ci trattiene dal
rafforzare ulteriormente
il sovrappeso della
componente azionaria.
Oltre che nel mercato
azionario europeo,
ravvisiamo buone
opportunità in Giappone
e negli USA. Stando alla
valutazione di mercato,
alla qualità dei bilanci
e alle previsioni di utile,
ci aspettiamo ulteriori
acquisizioni societarie,
riacquisti di azioni
e un incremento
dei dividendi.
Privilegiamo
sempre i comparti
ciclici a scapito
delle imprese
più difensive
e favoriamo le
società a piccola
capitalizzazione
rispetto
alla grande
capitalizzazione in tutti i
mercati. Sul piano settoriale,
privilegiamo l’industria
dei beni di investimento
rispetto a quella dei beni
di consumo e le banche
rispetto alle assicurazioni.
Riduciamo l’esposizione sul
settore farmaceutico, ma
non il peso relativo dei titoli
biotecnologici e rafforziamo
le posizioni nel comparto dei
semiconduttori. Sul fronte
delle valute, manteniamo
sottopesati Franco Svizzero,
Euro e Yen a vantaggio delle
due commodity currency
CAD e AUD oltre che della
corona svedese (SEK).
La Sterlina è nettamente
sottovalutata.
Thomas Härter,
Responsabile strategie di
investimento Swisscanto